Ventesimaquinta, 317 yf, che non fono fitte a. tempi nofln con più morbide fta e con più ricche fta. Troviamo qui Scarlatto di Pro o di Camo . Se vogliam credere ad Egidio Menagio, quella l’orta di panno viene da Camus Laiino, che fi dijfe a llupicapra, cioè a quella Capra falvatica , che fa in luoghi moniuofi. Erano tali Capre, come già oflervammo, chiamate Camole , Camofcie. Nè il Menagio reca paiTo d’alcun Latino , che le chiami Capre di Camo » Erano veramente in molto credito le pelli di Camofcia anche anticamente. Se panni fi lavoraflero col loro pelo, noi so dire. Credo io cola certa, o almen più verifimile, indicarfi dal Villani Scarlatto fabbricato una volta nella Città di Caen in Francia , che i Tofcani chiamavano Camo. Lo Hello Villani Lib. XII. Cap. 6z. fcrive del Re d’Inghilterra, che metteva a facco la Francia: La Terra di Camo ( in Normandia ) gli fece refijlen^a per lo Caflello, che v era forte. Però d’ un panno ivi fabbricato fi parla: il che eziandio fi compruova colla parola precedente, non dovendoli ivi leggere di Pro , ma bensì d' 1prò, come hanno altri teili. Ognun sa, che Città fia quella. A gli Autori che trattano della mutazion de’ coftumi in Italia, fi vuol ora aggiugnere Galvano Fiamma, che fioriva nel 1340. Nella Cronica Maggiore tuttavia inedita Lib. 18. Cap. 6. cosi defcrive le ulanze de’fuoi tempi. Iflo tempore juvenes de Mediolano relinquemes fuorum vefligia patrum, Jeipjos in a-lienas figuras & Jpecies transformaverunt. Ipfl enim cceperunt flnciis & muri-catis vejlibus more Hfpanico uti-f tondere caput more Gallico ; barbara nutrire more Barbarico ; furiofìs calcaribus equitare more Teutonico y variis Unguis loqui more Tartarico. Mulieres jimiliter in pejus fuas conjuetudines immuta-veruni . Ipjce namque flrangulatis vejlibus , fcopato gunure & collo , redimi tee fbulis aureis gyrovagantur. Sericis, & interdum aureis indù mentis ve-fliuntur . Crinibus crifpatis more alienigenarum capite perjlriaguntur . Zonis aureis fuper cincia Amatone* effe videntur . Calceis roflratis progrediuntur . Alearum & tejjerai luftbus occupantur. Et ut breviter me expediam , equi militares, arma fulgentia , & quod pejus e fi, corda virili a , animorum libertà* in Mulieruni ornamenta , univerfa juvenum Jludia , & antiquorum Judo-res conjumuntttr. Rapporta dipoi Galvano la lolita cantilena di Ricobaldo colle fue proprie parole, aggiugnendo le feguenti: Non erant per domos camini ad tgaem, aut ulla cantinata . Ma quell’ ultimo è uno fpropefito , apparendo da troppe antiche memorie, che fi ufavano le Camlnate ne’vecchi precedenti Secoli. Molte alterazioni di quell’ ufo ho io recato; e nell’ antichif-limo Sacramentario Gregoriano da me dato alla luce fi truova Benedi-ilio ad Carntnatam. Altro è poi il dire, che non v’ erano Camini. Mi fa quello detto fowenire ciò, che fu ferino da Andrea Gataro nella Storia di Padova da me pubblicata, dove narra Fandata a Roma di Fran-cefco vecchio da Carrara nel jj68. Effendo (. così fcrive ) il Signore giuri'