42.6 Dissertazione La Nona è poco diverfa dalia precedente . La Decima allo Scudo aggiugne CAROLVS D. G. FRACCORV. IHEM. ET. S. R. Si mira nel rovefcio la Croce di Gerufalemme colle lettere PER LIGNV S. CRVCIS LIBERET. N. D. N. cioè nos Deus nojler . L’ Undecima ha tre Gigli colla Corona di fopra , e nel baffo S. M. P. E. Nel contorno KROLVS. D. G. R. FR. SI. I. Nel rovefcio la Croce con quattro Crocette, e XPS ViNC. &c. Federigo II. Re di Napoli. A Ferdinando II. fuccedette nel 1496. Federigo II. fuo Zio patera®. La Prima fra le fue Monete ha il bullo di lui coronato con un T. nel mezzo , e FEDERICVS DEI GR SIHI. e le lettere RECEDANT VE-TERA , indicanti, che dimentica i torti a lui fatti dal Popolo. La Seconda ha i’Arme d'Aragona e Sicilia , e FEDERICVS DEI GRA REX SI. I. V. In una di rame REX SI. HIER. Due Cornucopie nel rovefcio, e VICTOR1E FRVCTVS. La Terza ha un’Aquila, e FRIDERIC. T. D. GRA REX. SICIL . E’chiamato Ter^o in riguardo a Federigo II. Auguilo ; ma egli non fu che Primo fra i Re di Sicilia. Nel rovefcio Tinfegna de gli Aragonelì, e DVC APVL. PRINCIPAT . CAPVE. La Quarta ha l’effigie del Re coronato ; e FEDERICVS D. G. R. SI. e nel contorno la Croce , e SIT NOMEN DNI BENEDICA*. La Quinta ha la fletta effigie, e FEDERICVS REX. Nel rovefcio un Cavallo fenza freno, e il motto EQVITAS REGNI. E quello baili, non paffando l’affunto mio oltre al 1500. I Dogi di Venezia. Non lafcia d'effere amichiffima la Zecca dell’inclita Città di Venezia , ancorché non fe ne fappia bene l’origine. Andrea Dandolo, il più dotto e antico de gli Storici Veneti, fcriile , che ral diritto era ilato conceduto a Venezia fin da i più antichi tempi ; perciocché parlando di Rodolfo Re d’Italia circa 1’ Anno 921. così fcrive : Hic Rodulfus Regni fui Anno Quarto , Papice folum tenens , immunilates Venetorum in Regno Italico ab antìquis Imperatoribus & Regibus concefjas , per Privilegium renovavìt. Et in eodem declaravit , Ducem V'enetiarum potejlatem habere jfabricandi Moneiam, quia ei conjìitit . antiquos Duces hoc contwuatis temporibus perfecijfe. Ma Marino Sanuto iuniore, il Sanfovino , ed altri han pretefo, che a Pietro Candiano III. Doge circa l’Anno 950. fofle conceduta la facoltà di battere Moneta da Berengario II. R.e d’Italia : in