Ventesimaseconda. Zij del Friuli. Per provar ciò, il Valefio nelle Annotazioni al Panegirico di Berengario, e il P. Beretti nelLa Differt. Chorograph. han recato delle conjetture. Aggiugnerò io, che Everardo vien chiamato Marchefe nel Lib. IV. Hift. Remenf. E il P. Dachery nel Tom. II. dello Spicilegio dell’ultima edizione rapporta quelli verii in onore dì lui: Regìbus ìmmenfìs Eurardus Cifonienfìs C'rediiur cequalis , ut aìt Liber Hi/tonalìs , Qui de nobilium defcendens flirpe Vìrorum , Dicitur Italice quondam tenuiffe Ducalum . Abbiamo dunque Everardo , chiamato Ctfonienfe, perchè fondatore di quel Moniilero, Marchefe e Duca in Italia. E Frodoardo nel Lib. 3. Cap. 26. regiftrando le Lettere ferine da Hincmaro Arcivefcovo di Rems , lina ne dà inviata Viro Illufìrifjìmo Ebcrardo ex Princtpibus Lothariì, pa role che tì debbono intendere del Padre di Berengario, Principe in I-talia , perchè qui foggiornava alioia Lottano Augufto. Può comprenderli ancora, che Everardo abbaile in Italia , e che il fuo Ducato fof-fe quello del Friuli, dal vedere fatto il fuo Teftamento nell’Anno 867. Iti Comitatu Tarvìftano in Corte noflra Mufìeflrjo . Aggiungali, che prima dell’ 4nno 848. Gotefcalco famofo Monaco per le fue controverse intorno alla Predeftinazione, tornando da Roma in Francia, cominciò a feminar la fu a dottrina per le Città della Venezia: del che avvettito Rabano Mauro Arcivefcovo di Magonza da Notingo Vefcovo, non già Veronefe, ma Brefciano, mandò una lua Operetta ad eifo Vefcovo, rapportata dall’Ughelli ne’Vefcovi di Chvuiì, con Lettera indirizzata ad Heberardum Ducem. Che s’egli altrove, come anche nel fuo Teftamento fi truóva appellato Comes: quello era un ufo di que’tempi, ne’quali chi era Duca o Marchefe, governava anche qualche Città con titolo di Conte . Venga ora avanti Alberico Monaco dei tre Fonti, il quale nella fua Cronica all’Anno 854. fcrive così: Hoc Anno Comes Everhardus cc-gnomento Radulfus , Dux Forojuliì a Loiharìo conjlitutus, Corpus Callifli Papae ab Epifcopo Brixiae Notingo impetravit, & in pnzJio fuo apud Ti-\onium ( ferivi Cifonium ) Tornacenfis Dic&cefì attulit . Dovrebbero ballar tali notizie per aflìcurarci , che il governo del Friuli fu una volta appoggiato 3 quello Everardo Duca; ma per compimento s’oda ciò, che lafciò fcritto Andrea Prete Italiano di que’tempi in una Cronichet-ta, data alla luce da Giovanni Burcardo Menchenio. Ecco le fue parole: Multam fatigationem Langobardi & opprefftonem a Sclavorum genie f tftinuerunt, ufque dum Imperator ( cioè Lottario I. ) Forojulianorum Ebe-rhardum Principem conflituit. Quo defuncto , Unroch fìlius tjus in Prinapa-turn fucceffu . Sicché lino all’ Anno 867. Everardo tenne il Ducato del Friuli j ebbe per fucceffore Unroco figlio magg;ore , e mancato quefto di F f z vita