Ventesimaterza; 281 (Ima , ed anche la vigefima parte. E quella appunto fu la principal cagione, per cui i gran poderi e bofchi fi andarono dividendo, e di mano in mano fempre più trinciandofi , arrivarono a minute particelle j e ciò eoa grave danno del Pubblico ; malamente potendoli lavorare quefte minutaglie di campi pofleduti da varj Padroni. Per rimediarvi ecco il ripiego prefo dal Popolo di Modena , come cofta da un fuo Decreto dell’ Anno 1225. Furono eletti Eflimatori, incumbenza de’quali era di obbligar tutti i poflìdenti a vendere i lor campi minori al vicino pofleffore di campi maggiori, o di permutarli, di maniera che fi veniffero a formar de i giufti , e forti poderi, e con facoltà ancora di raddirizzare i campi ei foffi , come tornava il meglio . Non farebbe fe non bene il rino-var quello Recipe anche per li tempi correnti , giacché il Ben pubblico ha da prevalere al privato. Sarebbe ancora da parlare de’ Titoli ufa ti ne’ vecchi Secoli, molto ben diverfi da i noftri ; ma perchè troppo in lungo menerebbe quefto argomento , ne lafcerò ad altri la cura . DISSERTAZIONE V E N T E SI M A Q U A R T A. Delle Arti degl Italiani dopo■ la declinazione dell Imperio Romano IN quale fiato fodero l’Arti in Italia, allorché qui regnò la barbarie, s’ha ora a vedere. Altre fon l’Arti necelTarie all’Uomo ; altre che fervono al comodo fuo ; ed altre inventate per fuo piacere. Per conto delle prime, e di buona parte ancora dell’altre s’ha da tener per fermo, ch’effe non celiarono mai in Italia ; e fe non ci foffero fiate, feco le avrebbero portate i conquiftatori, tuttoché barbari, di quefte Provincie. Perciocché non v’era allora paefe alquanto colto in Europa , che igno-rafle e non praticafte i meftiefi , de’ quali abbifogna la vita de gli uomini, e che non amaiTe le comodità e i piaceri del corpo e dell’animo . Di quefte Arti non verrà mai meno 1’efercizio , finché durerà la Terra. Ne’ tempi barbarici adunque non è da dimandare fe qui fi trovaifero Fornai, Teffitori , Calzolai, Fabriferrari, Muratori, Barbieri, Orefici, Sartori, Vaiai, e limili. Particolarmente fi offervi , che i Muratori al tempo de’Longobardi erano particolarmente appellati Magiflri Comacitii, come apparifee dalla Legge 144. e feguente del Re Rotari . Non merita attenzione UgonGrozio, che deduce la parola Comacinus, lignificante a fuo credere Archieletto dal Tedefco Gemach , che vuol dir Cafa. Il Lindenbrogio, e il Du-Cange con ragione traffero tal voce dal Luogo, a Cometaria forte Infula in liomanula , ubi Eangobardorum avo perni Ar-Dtff. hai. Tcm. 1. chi-