Decimaterza. I oc? nome dovea convenire ad una fpecie di peri’one obbligate a qualche determinato fervigio per cagion de’poderi da loro goduti, o coltivati, ovvero per altro titolo . Sembra poi, che fi pofTa intendere in che confittette X Arimannia, of-fervando uno Strumento Veronefe fcritto circa l’Anno 1154- dove fon quede parole : Duos item rujlicos Arimannos de Monte Auro pro accepia pecunia alienava ; tnginta item, & feprem rujflicos &c. Alti ’omnes pro accep-ta pecunia nec vadimonium de bando, nec fodrum , nec albergarías , nec col~ leclam Epìfcopatui debent amplius facere. Ecco quai peiì avellerò gli Ari-manni, e di qui apparifee , che ve n’erano de i Ruttici, e poveri. Ugo-na Grozio cercando l’origine della voce Anmanni, la deduce da Hen-man , e poi fogg'ugne : Arimannus miles gregalis, quipublicum munus non habet ; pojlea pro paupere fumpta vox . Hinc jus Arman dice in Feudis . E il Du-Cange pretefe , eh’ e ili Arimanni fodero ipfarum Villarum incoia pror-fus diverfi a Servís. Ma che anche nella ClalTe de’Nobili, e Ricchi fi contatterò de gli Arimanni, fi può riconofcere da un Placito tenuto in Lucca nell’AnBO 785. da Giovanni Vefcovo di quella Città , al quale intervennero per onore Sacerdotes, vel Aremanni, nominati ivi uno per uno. E in una Bolla dell’Anno 819. con cui Pietro Vefcovo di Lucca concede la Chiefa di San Donato ad Andriperto Prete , e gli protetta di far ciò una cum confenfu Sacerdotum, & A.emannos hujus Lucane Civitatis . Si feorge qui, che gli Arimanni allora godevano diftinzione d’onore, e fem-brano edere flati Nobili Secolari. Se Vaflaili del Vefcovo, noi so6dire. In quetta ofeura materia per le memorie finquì accennate , credo io almeno di poter francamente conchiudere, effere aflatto infuflìttente ciò che fcrifie Monfignor Fontanini nella fua Operetta delle Mafnade, con dire, edere ttati gli Arimanni Servorum genus, fed pluris quam cetercc Servorurrt fpecies cejlimatumy imma fupra vulgirem conditionem fervilem. DISSERTAZIONE DECIM AQUART A. De i Servi e Liberti antichi. CIo’che fodero i Servi antichi, ufati una volta dà gli Ebrei, Grecii e Romani, anzi da tutte ancora le barbare Nazioni, ben lo fanno gli Eruditi , ma non già ehi nulla ftudia i coftumi de’vecchi Secoli. Retta tuttavia fra noi il nome di Servo, e Servitore , ma gran divario patta fra i Servi d’allora, e quei di oggidì. Un Servo de gli Antichi lignificava perfona fottopotta al comando , e dominio d’ un Padrone pref-fo a poco cerne fono i cavalli, e buoi* e in fatti fi vendevano i Serv*