[i.v.tg] Disordini a Parigi 499 mente tragica, ci ritiriamo tristemente nei rispettivi appartamenti. i° Maggio. È la festa del lavoro e tutte le attività sono sospese in Parigi. Si organizzano cortei e manifestazioni che prendono subito un aspetto pericoloso. Veniamo a sapere che la Piazza della Concordia è teatro di violenti attacchi della folla contro le forze della polizia. La circolazione, anche in tutte le nostre vicinanze, è totalmente sospesa, anzi sbarrata in ogni senso dagli agenti dell’ordine. Siamo tagliati fuori da ogni possibile comunicazione con le delegazioni alleate. Imperiali, che voleva recarsi da Malcolm, segretario parlamentare di Balfour, per riportargli la risposta di Orlando, giuntaci ieri sera, ne è impedito. Perciò gli scrive una lettera con la traduzione inglese di tale risposta, pregandolo vivamente di non pubblicare il memoriale Balfour « Fiume e l’assetto di pace». Poi telegrafa ad Orlando ed a Sonnino di aver eseguito le istruzioni ricevute a mezzo di Battioni (i). Ho l’impressione che l’interruzione della circolazione stradale sia venuta a proposito per evitare a Imperiali un penoso colloquio. In mattinata veniamo informati che il Consiglio Supremo dei Tre ha dato ieri piena soddisfazione al Giappone, inserendo nel trattato la cessione da parte della Germania all’impero del Sol Levante di tutti i diritti, titoli e privilegi, che la Germania aveva ottenuti dalla Cina col trattato del 6 marzo 1898 nel territorio di Kiao-Ciou e in tutta la provincia dello Sciantung. La cessione è franca di ogni peso o carico. Cosi tramonta ogni nostra possibilità di accordarci coi giapponesi per un’eventuale azione comune, e i Tre hanno le mani libere per manovrare contro l’Italia. E pare si siano subito messi all’opera, perché si sussurra che, dopo aver ceduto ai giapponesi, abbiano deciso di cominciare (1) Vedami documenti n. 21 e 22.