[30.IV.I9] Rimostranze di Balfour 495 l’Italia e contro lo stesso Consiglio Supremo, e che si potrebbe approfittarne: perciò segnalo subito tale possibilità a Orlando con un breve telegramma (1). Nella riunione serale del consiglio degli ambasciatori, questo avvenimento è stato oggetto di un più ampio telegramma collettivo a Sonnino (2). Il secondo avvenimento riguarda la pronta reazione di Balfour e della delegazione inglese contro quella parte del discorso di Orlando al Parlamento, nella quale ha lasciato credere che esista un disaccordo tra gli alleati, Lloyd George e Clemenceau, da una parte, e l’associato Wilson dall’altra. Malcolm, segretario parlamentare di Balfour, ha mandato a chiamare il nostro ambasciatore Imperiali e gli ha fatto vive rimostranze, perché Orlando non ha comunicato al Parlamento il memoriale « Fiume e l’assetto della pace», che fu consegnato a Sonnino il 24 aprile. Imperiali è tornato fra noi in preda a viva inquietudine; gli è stata minacciata la pubblicazione di tale memoriale da parte della delegazione inglese. Né Imperiali né alcuno di noi sappiamo se Orlando o Sonnino siano o no stati richiesti della pubblicazione di tale memoriale. Dobbiamo però riconoscere che la sua pubblicazione infirmerebbe le comunicazioni del Governo al Parlamento ed al Paese, e che potrebbe avere gravi conseguenze. Perciò, radunati in consiglio diplomatico, facciamo venire fra noi il comm. Battioni, capo di gabinetto di Orlando, che è in continuo contatto col presidente del Consiglio; egli, messo al corrente, si impressiona pure vivamente; e si incarica di telegrafare subito. Alle ventidue e mezza arriva a Battioni la risposta di Orlando che è del seguente tenore: « Relativamente al memoriale Lloyd George-Clemenceau (1) Vedasi documento n. 16. (2) Vedasi documento n. 17.