[I2.V.I9] Mia intervista al « Petit Journal » 557 tre Potenze è stato fissato nella previsione che l’Italia non ratifichi. Ma appare più probabile che sia dovuto alla previsione che la ratifica americana incontri grosse difficoltà da parte del Congresso. Perdurando in tutta la Germania vivissima eccitazione contro il trattato, due delegati tedeschi sono partiti da Versailles per Berlino onde ricevere dirette istruzioni. Intanto Brockdorff-Rantzau ha inviato due nuove note a Clemen-ceau, su questioni di secondaria importanza. Ciò indicherebbe che non respinge il trattato in blocco, ma lo vuol migliorato. Il Petit Journal ha pubblicato una mia intervista sulla probabile sorte futura dei paesi che già costituivano l’impero d’Absburgo. Ho premesso che le rivendicazioni italiane finiranno per essere accettate dalla conferenza e che l’assegnazione di Fiume alla Jugoslavia sarebbe non soltanto una ingiustizia, ma un atto impolitico che susciterebbe l’immediato desiderio unanime di riparazione e di rivincita. Ciò comprometterebbe la pace nei Balcani. Ho poi affermato che l’Italia desidera continuare le buone relazioni che ha sempre mantenute con la Serbia; anche la Polonia e la Cecoslovacchia possono ugualmente contare su la sua sincera e cordiale amicizia. La Cecoslovacchia troverà a Trieste tutte le agevolazioni per assicurare alle sue merci lo sbocco che le manca nell’Adriatico. Quanto alla nuova Ungheria, ho la certezza che le relazioni economiche necessarie fra i due Paesi la faranno vivere in buona armonia con noi. Siamo disposti ad accordarle ogni facilità di comunicazione verso Fiume. Quanto all’Austria tedesca, abbiamo già fatto del nostro meglio per venirle in aiuto, salvandola dal bolscevismo dopo la completa disfatta inflittale dal nostro esercito. Abbiamo iniziato il vettovagliamento dell’Austria tedesca subito dopo l’armistizio e l’abbiamo continuato senza interruzione in ragione di duemila tonnellate quotidiane di grano e di altri generi alimentari.