49° Mia protesta circa le riparazioni [29.1v.19] Dopo il consiglio degli ambasciatori, e cioè verso le ore tredici, mandiamo un lungo telegramma collettivo a Son-nino, che tocca tutte le questioni, rispecchia la situazione della mattinata e richiama il mio lungo telegramma a Orlando. Anche il pomeriggio è oggi assai movimentato. Io esamino il testo del capitolo riparazioni per accertare le modificazioni introdottevi, e preparo coi miei esperti una lettera di protesta da dirigere a Klotz, Sumner e Norman Davis, che sono i capi delle tre delegazioni per le riparazioni. Mi portano anche il testo di una nuova clausola coloniale formulata dai Tre e i rapporti sulle opinioni espresse dalla stampa americana. Sul tardi Clémentel mi ha invitato ad andare da lui e cosi mi sono incontrato con Tardieu. Il colloquio è stato molto cordiale: anche Tardieu è desideroso di trovare una proposta che faccia da ponte fra Wilson e il Governo italiano. Siccome però né lui né io siamo autorizzati dai nostri rispettivi capi a entrare in discussione, Tardieu mi assicura che parlerà questa sera stessa a Clemenceau, ed io l’assicuro che telegraferò ad Orlando per avere istruzioni. Per non perdere tempo, invito a colazione Tardieu, Lou-cheur e Clémentel per domani alle 13 all’Edouard VII. Riferisco poi tutto ciò al consiglio degli ambasciatori che si raduna a tarda ora, dura a lungo, e conclude con la stesura di un diffuso telegramma collettivo a Sonnino (1). Ho pregato Bonin di partecipare domani alla colazione che ho offerto ai ministri francesi. Bonin ha incontrato Barrère, che è in pieno disaccordo con Clemenceau. L’ambasciatore francese è ripartito alle 14 per Roma. Dopo il consiglio degli ambasciatori, dopo un rapido pranzo e una breve passeggiata, mi rinchiudo nel mio uffi- (1) Vedasi documento n. 11.