7io Politica indecisa verso la Russia [12.v11.1g] che riguardava il mio dissidio di allora con Orlando viene ora pubblicata, per dimostrare quello che, secondo i miei avversari, sarebbe il mio tradimento. Le parole della mia lettera non hanno nessuna importanza per un uomo come Orlando, al quale non ho mai taciuto il mio pensiero, né per quanti lo dovevano conoscere e lo hanno conosciuto. 12 Luglio. Alle 13,15 siedo al Consiglio Supremo. Si discutono le questioni di Teschen e di Orava, paesi contesi fra polacchi e ceco-slovacchi; si esamina la domanda italiana per la concessione di Tien-Tsin e si nomina per essa una commissione speciale di studio. Si leggono vari telegrammi di Béla Kun, il quale dà ai romeni ed ai ceco-slovacchi tutta la colpa delle violazioni dell’armistizio, e si rinviano al maresciallo Foch, perché indaghi chi abbia veramente violato l’armistizio. Si parla lungamente del blocco contro la Russia, che è diffìcile mantenere, dopo la levata del blocco alla Germania, senza dichiarare formalmente la guerra ai bolscevichi, ciò che gli americani rifiutano assolutamente di fare. Oggi l’America è rappresentata da White, perché Lansing è stato richiamato da Wilson; White non vuol decidere niente circa il mantenimento del blocco contro la Russia, né circa il riconoscimento del blocco che sarà proclamato dai generali bianchi Kolciak e Denikin; anch’egli vuol prima telegrafare a Wilson. Cosi la politica verso la Russia resta indecisa. Due questioni vengono in discussione, che particolarmente interessano l’Italia, e che dànno occasione a Cle-menceau per un nuovo sfogo: la prima riguarda una comunicazione del Governo di Belgrado, secondo la quale gli jugoslavi avrebbero trovato a Klagenfurt un documento comprovante che gli austriaci sarebbero venuti a conoscenza dei movimenti delle truppe serbe a causa d’indiscrezioni italiane. Di questa denuncia, che non ha affatto im-