[20.rv.19] Colloquio Wilson-Orlando-Sonnino 441 ticoli da inserire nel trattato e il suo segretariato ha presentato il rapporto per il Consiglio Supremo. Ieri non vi è stato tempo per leggerlo in seduta: ne ho ricevuto una copia per le mie osservazioni. È un voluminoso documento che assieme agli articoli occupa settanta pagine di stampa: e bisogna approvarlo subito per inoltrarlo oggi stesso. Tutti i tempi sono accelerati al massimo, attendendosi i tedeschi fra pochi giorni. La stampa mondiale veramente calunnia la conferenza quando lamenta il ritardo nelle decisioni. Io sono convinto che si è compiuto un miracolo di rapidità, tant’è che siamo tutti affranti e quasi nevrastenici. Alle dieci di stamane Orlando e Sonnino si sono recati in casa del Presidente Wilson per continuare la discussione della questione adriatica. Orlando ha letto la dichiarazione preparata dalla delegazione italiana nella sua seduta di ieri. In essa Orlando afferma di mantenere tutte le dichiarazioni fatte per Fiume. Si appella a Wilson perché eviti la reazione inevitabile contro un’ingiustizia cosi grande come quella di negare Fiume all’Italia. La reazione del popolo italiano sarebbe violenta e pericolosa per la pace del mondo, che vogliamo tutti conservare. Ma poiché l’Inghilterra e la Francia non riconoscono all’Italia il diritto di rompere l’alleanza nel caso che sia accordato all’Italia solo quanto le è garantito dal trattato stesso di alleanza, Orlando ha dichiarato che se la conferenza garantirà all’Italia tutti i diritti che il trattato di Londra le ha assicurati, egli non sarà più obbligato a rompere l’alleanza, e si asterrà da qualsiasi atto o fatto che possa avere tale significato. Cosi Orlando, a nome dell’Italia, ha preso una posizione . di forza che ha profondamente impressionato Wilson. Ma pare che questi non sia riuscito a capire i motivi ideali che ci animano, rispondendo con un lungo discorso, ma concludendo con il negare la sua approvazione al trattato di Londra. La discussione è durata a lungo e vi sono stati