496 Perché non si pubblica la lettera Balfour [30.1v.i9] sulla questione di Fiume, debbo ricordare che io fui lasciato libero se pubblicarlo o no. Io compresi che pubblicazione non avrebbe certo giovato alle simpatie dell’Italia per l’Inghilterra e Francia. Posso anzi riservatamente aggiungere che un diplomatico francese, che conosceva profondamente lo stato dell’opinione pubblica italiana, insistette vivamente presso di me perché evitassi lettura. Nel mio discorso mi limitai dunque a riassumere il pensiero dei due Governi alleati, essendosi ciò stabilito nella conversazione di giovedì (1). Tale comunicazione fu accolta dalla Camera con segni manifesti di sgradevole sorpresa; ciò che prova che assai peggio sarebbe avvenuto se avessi comunicato quel memoriale. Sarà bene che queste cose siano note in quell’ambiente inglese che parla di pubblicazione di quel memoriale e che ne sia avvertito S. E. Imperiali. » Orlando Nel consiglio degli ambasciatori abbiamo dovuto leggere attentamente un lungo telegramma n. 93 che Sonnino ha spedito oggi stesso alle 12,30 da Roma a De Martino e che « deve servire esclusivamente per orientamento S. E.» (cioè di S. E. Crespi) « e degli ambasciatori Imperiali, Bonin e Cellere nel caso di scambio di idee con rappresentanti di Governi alleati e associati, senza quindi modificare le istruzioni già date di non prendere iniziative ma di ascoltare e riferire». (1) Ecco al riguardo le parole di Orlando al Parlamento, nella seduta del 29 aprile: « Il punto di vista dei due governi alleati, d’Inghilterra e di Francia, può riassumersi cosi: essi hanno sempre con perfetta lealtà riconosciuto l’impegno d’onore da loro contratto col trattato d’alleanza che lega i tre Paesi; impegno che essi intendono fedelmente osservare. Essi hanno però dichiarato che, poiché quel trattato non comprende, ed anzi esclude Fiume dalle rivendicazioni italiane, cosi non credono di consentire su tale questione nel punto di vista italiano. Ammetterebbero soltanto il principio di fare di Fiume una città-stato, libera e indipendente, a condizione tuttavia che ciò avvenga in via di compromesso, e non già oltre ed a parte dell’integrale esecuzione dei patti del trattato ».