562 Alla commissione coloniale [14.V.19] dente. Ma siamo tutti nervosi, e c’è di che. Poi, riflettendo, mi sorge il dubbio che ad Orlando sia sopratutto dispiaciuta la mia insistenza nel proporgli le dimissioni del ministero. Alle 11,30 sono al ministero delle colonie con De Martino e Piacentini. Sediamo in una grande sala intorno a un lungo tavolo, Lord Milner da un lato con Sir Herbert Read, sottosegretario di Stato aggiunto al Colonial Office e con Mr. Van-sittart, segretario di ambasciata; io, De Martino e Piacentini al lato opposto, avendo alla destra il ministro francese delle colonie, Simon, e M.r Duchène, consigliere di Stato, direttore al ministero delle colonie. Eleggiamo a presidente Lord Milner, che per la sua alta signorilità e distinzione, per la sua affabilità, ed anche per il posto in cui casualmente siede, appare subito come un arbitro fra due contendenti, tra Simon e me. Milner m’invita ad esporre le rivendicazioni italiane. Prendendo la parola, affermo anzitutto che il Governo italiano si asterrebbe dal reclamare l’applicazione dell’articolo 13 del trattato di Londra (1) se, come sarebbe desiderabile, fosse riservata all’Italia una parte dei mandati, deliberati il 7 maggio, per l’amministrazione delle colonie tedesche. Il ministro Simon replica subito che tale ripartizione ha avuto luogo in presenza di Orlando e di Sonnino, e che il Governo francese non ha conoscenza di riserve orali o scritte espresse dal Governo italiano. De Martino controreplica che Orlando in quella riunione aveva dichiarato che, se i mandati erano un onere, l’Italia era pronta ad accettarlo; se i mandati portavano dei vantaggi, l’Italia aveva diritto a parteciparvi. Ma Simon (1) Testo dell’articolo 13: «Dans le cas où la France et la Grande Bretagne augmenteraient leurs domaines coloniaux d'Afrique aux dépens de l'Allemagne, ces deux Puissances reconnaissent en principe que PItalie pourrait réclamer quelques compensations équitables, notamment dans le règlement en sa faveur des questions concernant les frontières des colonies italiennes di V Erythrée, de la Somalie et de la Lybie, et des colonies voisines de la France et de la Grande Bretagne.