[3-V-I9] Mota-protesta di Sonnino 511 Rimaniamo tutta la giornata in attesa della risposta al nostro ultimo grave dispaccio collettivo, risposta che ci potrà pervenire solo in serata, calcolando il tempo necessario a decifrare. E nella riunione diplomatica delle 19 ci limitiamo a confermare notizie di scarsa importanza e a ripetere collegialmente quanto è già stato telegrafato a Orlando e a Sonnino da me e da Bonin (1). 3 Maggio. Nella notte ci sono giunti due lunghi telegrammi di Sonnino e un altro telegramma di Orlando (2). Il primo annunzia una nota diretta ieri da Sonnino agli ambasciatori di Francia e d’Inghilterra a Roma. Invita Imperiali e Bonin a parlare di tale nota coi ministri degli esteri alleati e ad entrare in trattative. Il secondo trascrive la nota, che è una formale protesta contro l’invito all’Austria e all’Ungheria di mandare delegati a Parigi per trattare la pace, mentre l’Italia è assente. Il telegramma di Orlando ordina a Bonin di far visita a Clemenceau, a Imperiali di far visita a Lloyd George, a Cellere di far visita a Wilson, e di sostenere le idee esposte nel telegramma Orlando di ieri l’altro a me diretto. Gi raduniamo in consiglio diplomatico, leggiamo, analizziamo, commentiamo i tre importantissimi documenti. La nota di protesta per l’invito agli austriaci è la base degli altri due dispacci. Tale nota è lunga, a mio avviso troppo lunga; la sua mole avrà per primo effetto d’impazientire i Tre, che hanno tanta fretta. Sonnino comincia in tale nota a fare la storia dell’invito del 13 aprile alla delegazione germanica. Ripete parola per parola la lettera di Orlando a Clemenceau della stessa data, poi la risposta di Clemenceau a Orlando e la replica di Orlando. Ricorda le trattative intercorse dal 19 (1) Vedansi documenti n. 36 e 37. (2) Vedansi documenti n. 38, 39 e 40.