[io.v.ig] Proposta di lega doganale 547 agricoltura né industrie sufficienti, si prospetta da Lord Robert Cecil la proposta di riunirla doganalmente agli Stati vicini. La questione economica cosi prospettata è di evidente grandissima portata politica. Mi trattengo da solo a solo con Clémentel per fargli subito capire tutti i pericoli che una simile proposta presenta per l’Italia. Egli apprezza amichevolmente, come sempre, le mie osservazioni, ed allora gli preannuncio una mia nuova visita, che ha infatti luogo alle 15. La proposta di una lega doganale per l’Austria ci porta a parlare di tutte le questioni italiane ed io chiedo alla sua amicizia d’indurre Clemenceau a delegare lui stesso, con Loucheur o Tardieu, a trattare le possibilità di un’intesa. « Cercate — gli dico — di far trattare la questione adriatica da uomini nuovi, come potreste essere voi e, per la Gran Bretagna, ad esempio Lord Milner. » Clémentel mi promette di adoperarsi in tal senso. Torno poi all’albergo e vi lavoro fino a tarda sera con i miei collaboratori. Dobbiamo studiare ad uno ad uno tutti gli articoli di carattere economico da proporre entro due giorni per il trattato con l’Austria. È un’opera minuziosa e lunghissima. Oggi la delegazione tedesca ha mandato ai Big Four le prime sue due note di osservazioni, l’una sul Covenant della Società delle Nazioni, l’altra sul complesso delle condizioni di pace. Anche i tedeschi lavorano giorno e notte a studiare il trattato loro sottoposto. Tutta la Germania, col Governo in prima linea, protesta violentemente contro le condizioni di pace. Per risposta i Quattro mandano sul fronte di armistizio il generalissimo Foch a far capire che gli Alleati sono pronti a riprendere le ostilità. Lord Cunliffe ha mandato ai Quattro, a nome del nostro ristretto comitato finanziario di coordinamento, la richiesta di fissare il criterio di ripartizione del carico delle