[i I .III. 19] Ritorno di Orlando a Parigi 343 C’era anche una rappresentanza del Governo francese. È giunto con lui l’on. Eugenio Chiesa. È annunziato il ritorno di Salandra, benché non del tutto ristabilito dall’otite sofferta, e l’arrivo di Ciuffelli, ministro del commercio, designato mio collega in diverse commissioni. Alle 13 faccio colazione al Crillon da Hoover, che ha pure invitato il nuovo ministro inglese degli approvvigionamenti, Roberts; si parla delle necessità alimentari dei diversi paesi, specialmente dell’Italia, e dei mezzi di farvi fronte. Hoover stamane mi tratta nuovamente da buon amico. Mi trattengo con l’ammiraglio Grassi e con De Martino circa l’articolo del trattato di pace che garantisce il libero transito nel Canale di Kiel; articolo che è stato rapidamente votato dalla apposita sottocommissione dei porti, vie d’acqua e ferrovie. Il Consiglio dei Dieci, con l’intervento di Orlando, oltre che di Clemenceau e di Lloyd George, ha udito la richiesta telegrafica del Governo del Reich di essere prevenuto a tempo per inviare a Parigi una commissione presieduta dal ministro degli esteri, Brockdorff-Rantzau, se le discussioni prossime dovranno avere il carattere di preliminari di pace. Il Consiglio risponde che al momento opportuno si farà luogo alla richiesta tedesca. Finora il Consiglio Supremo parla di preliminari di pace da presentare al più presto. Ma quando si conchiuderà il trattato? Noi nelle commissioni prepariamo gli articoli per il trattato. Quali articoli dovranno includersi nei preliminari e quali nel trattato? La situazione è tutt’altro che chiara. Pare che i preliminari si possano presentare anche prima dell’arrivo di Wilson e che il trattato si debba fare con l’intervento di Wilson. Ma io credo che nulla è pronto per i preliminari, e che i preliminari comprometterebbero il trattato. Si decide che il generale francese Henrys sia inviato in