Trente.simaterza! 101 mini . Ma cotal nome fu inventato dal Mattiolo e da i moderni per ef-prunere in Latino i Capacci , chiamati da’ Milanefi Gambufi, e da Fran-zefi Cabus . Qual dunque fia la primitiva voce , e le noi da’Frarzefi, o efli da noi abbiano ricevuta quella parola, non fi sa. Ben fi può credere, che i Tofcani abbiano lpiegato la Latina voce Caulis con quelle di Gambo ( Gambone in Modenefe ) e che fe ne fía poi formato jCambujo e Cabus. Fors’ anche dal Latino Crambis fignificante Caolo , o Ver-, ii potrebbe effere formato Crambufo, Gambujo . Ma palliamo al norie di Ver^a da noi ufato per lignificare il Cavolo ordinario . Hanno anche gli Spagnuoli Ber^a nel medefimo lignificato , fcuro redando fé ef-fi da no*, o noi da elfi dbbiam ricevuta quella voce . Ma onde vien Vergai Dante nel Cap. i8. dell’inferno feri ve : Ahi comi Jacean lor levar le Berrei Quella voce nel Vocabolario Fiorentino vuol dire le Gambe . Non è Ipiegaziqiie ficura , mentre abbiamo Benvenuto da Imgla , che amico fu del Petrarca e del Boccaccio , il quale interpreta Ber^e per Calcagni. Con poco plaufibil coniettura il Berteto traeva Ber^a e Ver^a da BraJJica. Migliore è quella del Menagio, che Jorfe da Viridis* crede nata Ver^a, benché Ottavio Ferrari difappruovi tale Etimologia . Certamente la noflra Lingua ha Versiere formato da Vi'ridarium, Viròanum , Ver-darium} Ver^arium . Gli antichi difiero ancora Bcr^arium. E Viridigarium fi truova rrelle Formole del Lindenbrogio Cap. 79. Ebbe la Lingua Italiana Verzicare per Verdicare, e Verdume per Verdume ; er! ha Verdura lignificante Viretum . Però non è improbabile, che le Brafiiche dal’a lor molta Verzura fodero chiamate Verfe. Chi non s’appagaffe di tal derivazione, potrà credere portato a noi quello vocabolo da i Popoli Settentrionali. Imperciocché nelle antiche GlofTe Tedefche flampate dall' Eccardo Tom. I. Hiß. Franc. Orient, fi legge BraJJica-, nome che in Te-defeo è JVir^. Quella lieve Teoria già può farci intendere, come gli antichi Popoli riteneiTero voci della maggiore antichità fpettanti alle loro Arti neceiTarie . Il che ho anche olfervato nel Linguaggio de’ Rullici noflri, allorché dicono : E tempo di Solvere ; andiamo a Solvere : cioè è tempo 2i mangiare, o fia di far coltrone, o di pranzare : frale non co ìolciuta nè ufata dal Popolo della Città . Significano elfi il folvere jejunium de gli antichi Latini. Cosi DJejunare difiero una volta, per terminare il Digiuno, onde è nato il Franzefe Dejuner, Jar colc^ione, e il no-flro Definare in vece di Prändere. Anche i rullici della Tofcana chiamano il Jar Cole^one, Sciolvere , Afciolvere, vegnente dallo flelio Latini s tj •> . Parimente i rullici nollri chiamano Dogaro un Canale, che riceve Tacque piovane nelle campagne; o dal Greco Doche lignificante Ricettacolo, o dal Latino Duco, per denotare un Canale Ducano , da D jf. ¿tal. Torr. II. G 3 no»