[18.1.17] Partenza per Londra con Orlando 35 gono per noi la questione se il Trattato di Londra dell’aprile 1915, in seguito al quale l’Italia è entrata in guerra, sarà rispettato. Orlando sente di dover parlare chiaro a tutti gli Alleati, e poiché non può lasciar supporre tali sue intenzioni, è molto contento che io gli offra il motivo degli approvvigionamenti per poter compiere un’azione anche più urgente ed importante. Decide perciò di partire subito. Orlando non è contento del ministro dei trasporti, figli mi chiede se accetterei di essere ministro dei trasporti, oltre che degli approvvigionamenti. Domando tempo per riflettere. 18 Gennaio. Lavoro tutto il giorno con Morandi per la distribuzione dei cereali, e mando a tutti i prefetti una circolare che regola la miscela di frumento con riso e granoturco per la fabbricazione del pane e della pasta. Molte visite. Fra esse quella del mio amico Dario Asca-relli di Napoli, socialista convinto, che mi presenta i deputato De Ambris, estremista. Alle 18 da Orlando per accordi in previsione del nostro viaggio. 19 Gennaio. Molte udienze e disposizioni in vista della mia assenza. 20 Gennaio. La mattina vado da Bonicelli per informazioni sul gabinetto nero istituito da Nitti. È diretto da un giudice istruttore e fa indagini sui supposti traditori della Patria. È tornato da me il deputato socialista De Ambris con discorsi disfattisti. L’ho messo alla porta. Alle 18 da Orlando per gli ultimi accordi. Alle 23 partenza. 21 Gennaio. Alle dieci e mezza arriviamo a Torino. Orlando ha portato con sé il capo gabinetto della presidenza del Consiglio