5oi Dissertazione ordinariamente non reilava di icoprire l’impoilura, fe pure qualche lite non rendeva induilriofi i contradittori ad impugnarne l’autenticità. Però fi poteano a man falva fingere Diplomi: trovavafi la buona gente ben difpofta a ricevere col medefimo oflequio e credulità quelle finzioni, che ufavano per li legittimi Documenti. Ora due fpecie di perfo-ne fi o/Fervano ne gli antichi tempi, le quali fi dilettarono di sì fatte merci. I primi guidati dalla buona fede, e nulla fofpettando di falfità , facilmente accettavano come buona moneta i Diplomi fabbricati da Fal-iarj per loro onore e vantaggio. Tale probabilmente fu la famofa Donazione di Coftantino alla Chiefa Romana, che niuno oggidì c’è, che non la riconofca per una finzione de'Secoli poileriori. Altri ancora confen-tirono in fomiglianti frodi, perchè non credevano atto di malvagità il valerfi di queilo foccorfo , mentre quelle Carte tendevano folamente alla conferma e d'ifeia di veri diritti, nè alcun danno ne rifultava a quaìfivo-glia altra perfona . Ciò principalmente accadde, allorché per qualche diiavventura perduti i veri Privilegi, Diplomi, e Strumenti, fi voile ri-farcire tal perdita con fupporre altri Documenti battuti alla macchia in vece de i primi. Non cade già in mia mente di lcufare o difendere fo-miglianti frodi, ancorché fatte fenza pregiudizio altrui. Solamente intendo di dire , che non dovea parere ad alcuni illecito il difendere in quella maniera i lor giufti titoli. Accadeva infatti non rade volte, che o per le incurfioni de’ Barbari in Italia , o per le guerre, che infiggevano nel paeie, o per altre funefte cagioni, reilavano incendiati i loro Archivj : il che principalmente avvenne fui principio del Secolo Decimo CrilHano, allorché la ferociifima gente de gli (Jngri con varie irruzioni portò immenfe calamità alla Lombardia. Anche la Francia eia Germania per le violenze eie’Normanni provarono defolazioni maggiori che le noilre. Non fapendo i Religiofi , che foggiacevano a fimili temperie , come riparar le perdite, onde potea loro venir col tempo un grave danno, perchè fe i malviventi avellerò occupati con qualche-prete ilo i lor beni, non poteano più moftrarne i titoli giufti, altro ripiego non ebbero, che di ricorrere al Re od Imperadore per ottener nuovi Privilegi per loro cautela in avvenire . Di quelli ricorfi fanno fede due Diplomi di Berengario I. Re d Italia, oltre ad altri riferiti in queil' Opera . Nel primo dato ne! Novembre dell’Anno S94, Egilulfo Vefcovo di Mantova, con-fufo dairUghelli nell’Italia Sacra con un Giovanni , avendo rapprefen-tato al fuddetto Re, quod prò peccatis Manta cince. Sedis Ecclejia cum P re-ceptis & Cartarum firmìtatibus , quartini fcriptionibus res & fi mi li a s ( cioè de’Servi ) Jibi collatas kaclenus menti? oblinere, combufta vdeantur ; ottenne decreto , che ninno ardiiTe di moleilare la Chiefa di Mantova nel poffeiJo de’iuoi Beni. Nella ftefi’a guifa eflèndo ricorfa al medefimo R.e Adelberga Badeffa del Regio Meniftero delie Vergini di San Siilo di