[8.v.ig] Colloquio con Sonnino no recato a far colazione con lui. Trovandomi a tu per tu gli ho chiesto il suo pensiero su la promessa di alleanza fatta da Wilson e da Lloyd George alla Francia. Risposta: « Speriamo che non ci domandino nulla. Noi dobbiamo starne fuori. Non possiamo fidarci ». « Ma non ti pare che un bel gesto di offerta di alleanza da parte nostra potrebbe migliorare enormemente la nostra situazione? I ministri francesi miei amici me lo hanno fatto chiaramente capire. I francesi sanno bene che un’entrata in guerra dell’Italia al loro fianco sarebbe sempre più pronta ed efficace che una difesa inglese e americana. Poiché la garanzia militare è stata proposta da Lloyd George e non richiesta da Glemenceau, se tu facessi subito altrettanto potresti chiedere in cambio l’appoggio francese per le nostre questioni adriatiche, in Asia Minore e in Africa. » « No, no, no: noi dobbiamo badare ai fatti nostri; non vogliamo impegni. » « Ma cosi resteremo sempre isolati. Siamo isolati e più che isolati qui alla conferenza, lo saremo anche in futuro. » « No, no; meglio essere isolati che in cattiva compagnia. » Cambio discorso, e lo interrogo sul divieto fatto alla Germania di annettersi l’Austria. Egli ritiene che questo divieto sia anche nel nostro interesse. Non possiamo desiderare una Germania troppo forte, che tenderebbe a riprenderci Trieste... Sono anch’io dello stesso parere. Ma gli propongo di spiegarne i motivi, per eliminare gli attacchi di gran parte della stampa italiana al Governo e a lui personalmente; poiché molti in Italia temono il sorgere di una Confederazione danubiana altrettanto nemica nostra quanto il caduto Impero absburgico. Mi risponde che degli attacchi della stampa non si cura. Alle 17,30 vado dal ministro dei lavori pubblici, Cla-veille, che regola tutta la materia dei trasporti in Francia e rappresenta la Francia nella commissione dei porti, vie d’acqua e ferrovie, per discutere parecchie questioni che sorgono nell’Adriatico, e specialmente quella del cabotag-