— 114 — danza di nomi locali che si applica non più a lunghe serie di rilievi, ma a piccole digitazioni, quasi direi mozzate più dalla ristrettezza dell’orizzonte storico che definite in altrettante unità distinte dal giuoco degli agenti naturali, induce una confusione che le inesauribili querele di stirpi e cTinteressi hanno esasperato, e che si complica attraverso la toponomastica locale, dove confluiscono e si mescolano etimi ellenici, latini (aromuni), macedoni, bulgari e serbi. Il confine meridionale della Bulgaria, che corre lungo l’alto crinale dèi Rodopi, si continua fra Mesta e Stru-ma sopra una delle sbarre trasversali del Pirin, che riproduce in sostanza le stesse caratteristiche della parte mediana della catena : le elevazioni maggiori sorgono relativamente morbide e isolate sulla piattaforma livellata di circa 1500-1600 m., culminando nell’Ali Butus a 2010 m. Neppure la costituzione geologica cambia, e l’andamento E.-O. della linea di cresta si continua oltre lo Struma nel Belasica (1), che separa il bacino di Pe-tric da quello del Lago Tachinos, in cui il fiume divaga con ampia incurvatura. Ambedue i fianchi del Belasica sono intagliati profondamente dei corsi d’acqua che ne discendono e formano un reticolo esattamente normale all’asse della catena : più aspro il pendìo che guarda allo Strumica, meglio evidente, sul versante opposto, l’intaglio marginale del basso (700-800 in.) penepiano su cui s’innalzano gli avanzi dei rilievi più antichi. Anche qui le altezze (Demir Kapu 2233 m.) si raccordano bene con quelle delle zone vicine (2). (1) La forma bulgara corretta è Belasica, non Belasica, come si trova spesso scritto (anche la carta austriaca al 200 mila, 41“41° ha Belasica). Sulle carie si va introducendo ora la forma greca Belos, che nessuno conosce sul luogo — almeno nel bacino di Petric e in quello di Strumica. (2) Il Belasica è uno dei nodi orografici meno noti della Macedonia.