1927 si pubblica anche un ottimo Spisanie na bàlgars. geologUesko dru-Sestro, organo di un'associazione di specialisti che fan capo a S. Bonèev, riconosciuto come uno dei più profondi conoscitori della geologia balcanica. Oltre ad una produzione singolarmente copiosa, si deve al petrografo G. Boncev la pubblicazione della grande carta geologica preparata, ma non compiuta, dallo Zlatìrski (1); impresa che per le difficoltà cui andava incontro e per le sue stesse proporzioni (si tratta di una carta alla scala di 1:300 mila su di un territorio ampio poco meno di 100 mila kmq.), toma ad altissimo onore della scienza bulgara. È stato detto a ragione che un simile compito ¡sovrasta di troppo le forzo di un solo studioso, perchè possa considerarsi riuscito; tuttavia la carta, ad onta della sua età (venne a luce nel 1910), resta uno strumento prezioso, ed è solo a dolere che sia limitata ai confini della Bulgaria quali erano prima delle guerre balcaniche. Se ne apprezza il valore, quando si ha occasione di visitare le prò. vincie meridionali, per le quali le nostre conoscenze sono ancora molto imperfette. Per le zone prossime alla Macedonia soccorrono tuttavia numerosi scritti recenti; di quelli che hanno un interesse più generale ricordo, oltre il lavoro fondamentale del Kossmat (F.), Geologie der zentralen Balkanhalbinsel, Berlino 1924, comparso nella collana Die Kriegsschauplätze 1914-1918 geologisch dargstellt (12 lieft), quelli riuniti nel voi 13 della stessa raccolta, e Würm (A.), Geologische Beobachtungen in Ostmazedonien, in « Neues Jahrb. für Miner., Geol. und Paleont. », I (1922), pp. 21-52; per la Tracia, le idee espresse dal Piìnck (W.), Bau riviste tecniche si e andato considerevolmente allargando nel periodo postbellico. (1) Carte géologique de la Bulgarie, etc. par S. N. ZIatarski avec le concours de M. le Dr. G. Bontcheff pour les scliistes cristallina et les terrai-».-' éruptifs dans les parties sud et sud-est de la Principauté. Fu edita, a cominciare dal 1906, dall’istituto mineralogico-geoJogico dell’Università di Sofia, e preparata nell’istituto cartografico militare. È in 20 fogli (uno dei quali bianco), con diciture in bulgaro ed in francese, ma toponomastica esclusivamente bulgara. Fu terminata nel 1910, cioè poco innanzi lo scoppio delle guerre balcaniche, ciò che non dovette certo giovare alla sua conoscenza. Attualmente l’edizione è esaurita: debbo alla cortesia del prof. P. Bakalov, che qui ringrazio, d’aver potuto esaminare a mio agio una copia della carta.