644 Nota di Orlando a Clemenceau [12.v1.19] Dopo che Wilson ci ha fatto conoscere il suo progetto per l’Adriatico e che Orlando lo ha declinato, non ci rimane che attendere gli avvenimenti a situazione più calma. Orlando può dunque assentarsi e lasciare qui Sonnino e me a sostituirlo nel Consiglio dei Quattro. Però, a prevenire ogni sorpresa, Orlando ci ha sottoposto in riunione di delegazione una sua nota da inviare a Clemenceau, presidente della conferenza, del seguente tenore: «La delegazione italiana ritiene che le clausole della Società delle Nazioni, in quanto si riferiscono ad uno Statuto territoriale già stabilito, non si applichino agli accordi di tale natura, né alle questioni connesse, che sono oggetto della Conferenza della Pace e che non sono ancora stati regolati ». Con questo Orlando ha inteso d’impedire che le questioni di Fiume e della Dalmazia siano rinviate alla Società delle Nazioni, e intanto con atto separato ha ribadito che l’Italia tiene fermo nel domandare l’applicazione del Patto di Londra e l’autodecisione per Fiume. È la continuazione della politica orlandiana: « Resistere, resistere, resistere ».