[I7--V.I9] Disarmo delle Potenze minori 573 Fiume si parla da secoli l’italiano e in Alsazia si parla da secoli il tedesco. Se gli alleati vogliono la flotta adriatica, l’Italia vuole le miniere di potassa dell’Alsazia; se le ricchezze adria-tiche vanno nel pool del conto riparazioni, vadano in pool e in conto riparazioni anche le ricchezze dell’Alsazia, della Lorena e della Saar. Noi non consegneremo le navi che sono nostre. Mandino le corazzate a prenderle: le accoglieremo a dovere. La mia sfuriata per le navi fa lo stesso effetto della sfuriata di ieri per lo Si rinvia la questione a miglior esame. Faccio colazione con Orlando, Sonnino, Diaz e Thaon de Revel e racconto la battaglia avvenuta. Thaon de Re-vel e Diaz hanno assistito ieri l’altro, nel Consiglio Supremo dei Quattro, coll’ammiraglio Grassi e col comandante Ruspoli, a una lunga discussione per le clausole militari, navali ed aeree da introdurre nei trattati coll’Austria e coll’Ungheria. Si trattava di stabilire l’entità degli eserciti da accordare ai paesi vinti; e si è dato incatico ai militari di ristudiare la questione su la quale erano discordi. Essi devono fissare le cifre degli uomini che l’Austria, l’Ungheria, ed anche la Cecoslovacchia, la Jugoslavia, la Romania, la Polonia, la Bulgaria e la Grecia, potranno tenere sotto le armi, onde sia posto in atto l’effettivo disarmo di tutte le piccole Nazioni più inclini a turbare la pace europea. Tali cifre dovranno essere proporzionate a quella di 100.000 uomini consentita alla Germania. Tutte le suddette Nazioni dovranno dunque avere forze militari limitatissime. Ma poi Wilson ha preteso che l’Austria fosse autorizzata a costruire materiali navali da guerra per gli stranieri, ciò che è vietato alla Germania. È un altro dispetto alPItalia. I nostri si sono energicamente opposti e la discussione è stata rinviata. Orlando nella mattinata è tornato da House per continuare le trattative adriatiche.