Ili Dissertazione ilo quel Popolo anche circa l’Anno 1400. di maniera che effa Città era in total rovina, allorché nel 1428. paisò fotto il dominio della Repubblica di Venezia. Del reilo potrebbe teffere una lunga Storia, chi prendeffe e* profffo a defcrivere tutte le deteilabih azioni, ammazzamenti, mutazioni di do-inifij, e il fluffo e rifluiTo, e varia fortuna di quelle pazze e crudeli Fazioni . Altro io non aggiugnerò , ie non che 111 effe compariva anche il Ridicolo. Cioè l’una Setta portava ie lue bandiere, le fue veili , il cappuccio o cappello diverfo dall’altra. Avrefte diilinto un Guelfo dal Ghibellino dal colore e forma delle velli, dalia maniera varia de’capelli o fciolti, o legati in treccie , e dalla formola del faluto , e tino da certi riti in tagliare il pane, e piegare il tovagliuolo. Si llefe largamente ed infierì per quali tutta l’Italia quella contagiofa difcordia nel Secolo XIII. e XIV. e non ne andò efente nè pure il principio del Secolo XV. Ho pubblicato una Lettera della Repubblica Fiorentina, ferina nell* Anno 1405. a Pandolfo Malateila Signore di Brefcia, dove lì leggono quelle parole: Nos hinc curabimus favore divi Numinis , neòum Gibellince Factionis reli.juìas extinguere, & Pifanam Urbem fub dttione noflrx in honorem & cjlori am Guelfi nominis confervare . Cavete prodiùones Gibellinorum. Nolite credere blandita s e.orum . Sin: vobis fufpecia Gibellinorum colloquia , cjuce num-