54° L’art. 13 del Patto di Londra [8.V.19] occhi che ammutolisco di colpo. Arriviamo a Parigi e al nostro albergo senza più scambiare parola. Sono quasi più addolorato per l’aspetto di Orlando che per la nuova ingiustizia che minaccia l’Italia. Ieri la Francia ha ottenuto da Wilson e da Lloyd George un trattato di alleanza militare difensiva. Esso risalta dal seguente comunicato ufficiale: « Oltre la garanzia fornita dal trattato di pace, il Presidente degli Stati Uniti d’America si è obbligato a proporre al Senato americano ed il Primo Ministro della Gran Bretagna si è obbligato a proporre al Parlamento britannico un impegno, sotto riserva dell’approvazione del Consiglio della Società delle Nazioni, a termini del quale gli Stati Uniti e la Gran Bretagna verranno immediatamente in aiuto alla Francia in caso di aggressione non provocata diretta contro di essa dalla Germania. » 8 Maggio. Si deve procedere rapidamente alla redazione del trattato con l’Austria, e poiché sono incaricato di tutta la sua parte economica, stamane ho avuto una lunga conferenza con D’Amelio per le clausole riguardanti le riparazioni, e un’altra con Guido Jung per le clausole finanziarie. Mi sento sicuro di ottenere, per la parte del trattato che è di mia competenza, tutto ciò che è giusto ottenere per l’Italia, poiché le clausole che ho fatte inserire a nostro vantaggio nel trattato colla Germania, e che tutti riconoscono soddisfacenti, mi danno garanzia di successo anche di fronte alle altre Potenze nemiche. Ma sono invece sempre più preoccupato per la nostra situazione politica. Decido di rendermi conto dello stato d’animo di Sonnino, e poiché stamane egli faceva colazione da solo nella saletta dei ministri, mentre Orlando era ancora in seduta di Consiglio Supremo, contrariamente alle mie abitudini mi so-