[30.rv.19] Una inesattezza di Orlando 493 La delegazione tedesca è arrivata ieri sera a Versailles: non c’è dunque un’ora da perdere. Ma nel rileggere attentamente il discorso di Orlando, notiamo che egli ha prospettato al Parlamento un dissenso tra gli alleati e l’associato, e cioè fra Lloyd George e Cle-menceau da una parte e Wilson dall’altra, che forse è esistito fino al 23 aprile, giornata in cui fu pubblicato il manifesto di Wilson, ma che dal 23 aprile ufficialmente non esiste più: perché il 23 aprile Balfour stese il memoriale « Fiume e l’assetto di pace », Clemenceau e Lloyd George 10 firmarono e lo fecero portare a Sonnino, che deve averlo, subito dopo il suo arrivo a Roma, consegnato a Orlando. In questo punto del suo discorso Orlando è stato inesatto, e poiché dopo il 23 aprile l’azione di Clemenceau deve essere andata solidarizzandosi sempre più con quella di Wilson (perché Clemenceau vuole averlo favorevole alle richieste francesi, e pare vi stia riuscendo), noi esprimiamo unanimemente il timore che questa inesattezza di Orlando provochi il risentimento, non solo di Wilson, il cui amor proprio è maggiormente in gioco, ma anche di Lloyd George e di Clemenceau. Ci pare che Orlando abbia commesso un errore di impostazione della questione. Ho ricevuto un telegramma di Sonnino che mi chiede 11 testo della lettera di protesta da me diretta a Lord Sum-ner, a Norman Davis e al ministro Klotz per le variazioni introdotte nel testo del capitolo riparazioni. Gli ho risposto telegrafandogli la lettera per esteso (1). Poco prima delle tredici ho anche ricevuto le istruzioni di Orlando circa l’incontro coi ministri francesi. Esse si limitano a invitarmi ad ascoltare le loro proposte, senza avanzarne da parte mia. Alle 13 arrivano Tardieu, Loucheur e Clémentel. Li ricevo con Bonin nel salottino riservato ai delegati principali (1) Vedasi documento n. 13.