NOTE 1) Le notizie sulla famiglia di Biagio Biasoletto fa Antonio e i cenni aneddotici me li fornirono il Signor D. Manzin, vecchio suo parente per parte di Fosca Manzin madre di Bartolomeo. Egli morì nel 1915. “ Bara ” appellativo, titolo onorante i vecchi agricoltori, p. e. “ bara Culo, bara Nane, bara Biaso”. 2) “ Baschirèini ” soprannome della Jamiglia Malusa fu Vito e di altre famiglie. 3) “ Bumberi ”, voce dialettale con la quale vengono designati gli agricoltori di Dignano. 4) Quivi insegnava il celebre prof. Francesco de Iaquin che poi gli fu amico. Le notizie sull’ attività scientifica del Biasoletto mi furono in gran parte offerte dall’opuscolo pubblicato dal Dott. Felice Glezer di Rovigno “Nozze Lodovico dott. Rizzi”, Parenzo, Gaetano Coana, 1884. 5) G. Caprin, Tempi andati, 1891, pag. 327, Trieste: “...Bartolomeo Biasoletto, l’insigne botanico, diffondeva (nella S. Minerva) la Relazione del viaggio fatto nella primavera del 1836 in compagnia del re Federico di Sassonia nell’Istria, Dalmazia e Montenegro”. 6) Brioni dove rinvenne il trifolium prostratum, denominato poi trifolium Biasoletii. Anche Venezia usufruì dei prati della Brioni falciando abbondantemente i foraggi che servivano a mantenere la cavalleria di Zara. (S. Stradner, Schizzi dell’Adria). 7) G. Caprin, I nostri Nonni, 1888, Trieste, pag. 222. “Bartolomeo Biasoletto, che iniziava la esplorazione della flora di questa provincia* fonda 1’ orto botanico... ”. 8) G. Caprin, Tempi andati, 1891, Trieste, pag. 324 “... il giardino botanico proviene dalle lezioni impartite dal Biasoletto ”. 9) Società Minerva, creata da D. Rossetti il primo gennaio 1810. 10) Inclita Deputazione Municipale di Dignano: “Ricordando sempre con piacere ed amore il luogo di mia nascita, e riportando il pensiero a’ miei giorni puerili sovvienmi, che vagheggiava un qualche libro di lettura nelle mie ore oziose, per cui qualunque opera mi fosse capitata alle mani, combinazione che raramente accadeva, leggeva e rileggeva fino alla noia. Stancata così nella scarsezza e mancanza di libri la volontà, giudicava nella mia imperizia, assai ristretta la cerchia dell’ umano sapere. Ora piangendo il tempo di quei miei teneri anni perduti, vorrei che ciò non avvenga a qualcun altro de’ miei compatriotti, e da ciò mi nacque 1’ idea di avviare possibilmente un nucleo di Biblioteca Civica per allettare e servire di distrazione la gioventù studiosa ne’ suoi momenti oziosi, e poi mano a mano accrescerla a vantaggio e lustro del paese, radunando qua e là qualche 122