una coltura esotica il sentimento amoroso che la popolazione vantava e manifestava sempre nelle feste dei Giubilei verdiani. L’avvocato Boccalari, che i presenti non conoscono altro che per la denominazione del portico “ Boccalari nacque a Bruna (Cecoslovacchia) il 24 luglio 1816 mentre il padre suo, lodigiano, trovavasi colà quale maggiore, nel reggimento Wimpfen, che poi divenne generale, maggior brigadiere a Cremona, e morì a Verona prima del 1848. Giovinetto fece i primi studi a Venezia, in quel Liceo, e di là passò poi nell’ Ateneo di Padova. Le doti di mente, il suo retto e delicato sentire, lo accomunarono ben presto ad altri giovani ingegni, sicché egli godette la stima e 1’ amicizia di Arnaldo Fusinato e dell’ Aleardi Aleardo, e quando questi pubblicò nel 1869 i “ Canti “ non mancò di inviare al nostro Boccalari il volume con dedica, chiamandolo “ suo amico carissimo “... A Padova si addottorò in legge. Fu poi per qualche tempo auditore provinciale a Cremoua, a Verona, a Trieste. Ma i tempi correvano fortunosi allora e portò la sua attività su altro campo che non fosse in quello del giure. Giovine ancora si trovò fra le schiere di quei valorosi che vissero e pugnarono per l’ideale della Patria. Combattè a fianco di Manara ; con coraggio ed ardore giovanile difende il “ Casino dei quattro venti “ nella memoranda giornata del 30 aprile 1849 e col leggendario Eroe saluta la Repubblica di Roma, cooperando alla disfatta dei francesi. E’ noto nella storia il furioso attacco alla baionetta condotto da Garibaldi in persona contro la colonna Molier “ per insegnare agli italiani che cosa significasse in opinione di lui assalto alla baionetta “. Gli studenti fecero prodigi di valore. I francesi rimasero meravigliati per tanta audacia di “ imberbi “ e quell’ assalto si potè paragonare a centinaia di duelli. 124