Ferro è pieno di entusiasmo, egli intravede una radiosa alba serena e pregusta l’infrangersi rumoroso di una catena secolare e corre là ove si cospira. Ritorna a Dignano, da Udine, con ardenza maggiore e nel dicembre 1914 lasciò la madre teneramente amata e riparò oltre il confine ove viene accolto a Udine, non più perseguitato. In quell’ ambiente di primavera italica viene salutato dagli istriani e dai triestini e porta fra loro una nota fresca di libertà : è la voce di una nobile terra oppressa e stanca. Così si fa coadiuvare dal compianto Ugo Zilli di Udine 2) e da Carlo Banelli di Trieste ed attende sereno una data fatidica: il XXIV maggio 1915. Si fa soldato. Il 5 giugno 1915 è già arruolato a Sacile ed assegnato al 6.o Compartimento automobilisti di Mantova, appartiene così alla seconda Armata Friuli e nel gennaio 1916 viene richiamato a Udine 3). Nel maggio 1916 frequenta il corso d’istruzione per ufficiali e poi passa al distretto militare di Sacile col grado di sottotenente nel 106.o Battaglione della Milizia territoriale a Pordenone. Dopo due mesi chiede, coi fratelli Finetti di Torino e con altri colleghi di Udine, di venir mandato al fronte. Parte, 1’ otto luglio, per 1’ alto Vicentino. Non soddisfatto ancora chiede di passare al fronte carsico ed entra nel 95.o Fanteria, Brigata Udine, col nome di Nicolò Farina. S’incammina tosto sulla linea del fuoco, raggiungendo la meta della sua vita. Si getta con ardore nel gorgo della guerra, non ischiva gli spaventevoli strumenti di morte e con l’esempio entusiasma i suoi e si avvia così a gustare la “ Sagra di Santa Gorizia Vede splendere la vittoria sul Monte Santo e fra il sangue e il fuoco discende a Gorizia. Scrive al dignanese Giovanni Davanzo a Pordenone, in data 8-9 agosto : “ Sono entusiasta di avere avuto la fortuna di entrare fra i primi nella “ Gemma degli 144