famoso decreto del Capitano distrettuale Tinti, che fu poi ritirato soltanto dietro nostro intervento, col quale tra 1’ altro la popolazione indigena locale veniva esortata a chiudere case, porte e stalle all’ avvicinarsi dei profughi... 38). Non si esagera dunque, è storia : i profughi italiani venivano considerati come tanti briganti, o peggio, come tanti lebbrosi : erano invece dei miseri erranti cacciati dalle loro case dal furore austriaco e derubati dalle soldatesche bosniache. Intanto a Dignano cosa succede durante la guerra fino al febbraio del 1918, epoca in cui la maggior parte dei profughi potè ritornare a casa ? E’ presto detto. Le autorità requisiscono subito ogni cosa lasciata. I soldati saccheggiano le case abbandonate, e quante mogli vengono a trovare i loro mariti, soldati di guarnigione, altrettante partono poi cariche di bottino. “ S’arrangiavano M tutti qui indistintamente più che potevano ; la miseria generale aveva fatto scomparire dalle coscienze il senso dell’onestà. Le guardie vedevano e lasciavano fare. Il paese era in mano dei ladri. Però si costruivano trincee ed agguati a ridosso delle case e nei campi vicini. I pochi dignanesi rimasti in patria sono governati da alcuni tirannelli, e Roberto Steiner in capo al paese minaccia e condanna all’ esilio chi non agita devotamente il flabello giallo e nero dinanzi alla sua persona. Molti istriani, patriotti integerrimi, furono internati, vessati e vilipesi, rei di aver troppo amato la propria terra ed una più grande Italia. REDENZIONE - DOMINIO NAZIONALE D’ITALIA. I successi guerreschi del Piave e la sconfitta dell’Austria a Vittorio Veneto sollevarono grandemente la 25