(16-8-1922 — 1-2-1929) si prese la cura di raccogliere elemosine ed elargizioni, regalando egli stesso del denaro, per ornare la chiesa della sua città nativa con un altare che, insieme alla ricchezza dei marmi, sia anche un’opera d’ arte. Mons. Angeli volle a Dignano 1’ organo, Mons. Beici della costruzione dell’ altare si fece un dovere 4). La Cappella di destra è dedicata a San Giovanni Battista in tutto simile a quella del SS. Sacramento meno gli stucchi. L’ altare è di marmo rosso e lo spazio chiuso dalla solita balaustra. La pala di San Giovanni Battista risale al 1825 ed è lavoro scadente di Venerio Trevisan. In questa Cappella sono allogate in armadio con vetri i corpi santi, portati da Venezia (23-6-1818), dei quali si dirà in seguito. Ritornando per la navata laterale destra, si giunge all’ Altare del Crocefisso eseguito in marmo nero venato. La pala è di buona fattura e sotto la croce sta un bel S. Giovanni. E’ grande pure e bello il prossimo altare bianco-grigio con quattro colonne, che accoglie nella nicchia la statua di marmo della B. V. del Rosario. L’ ultimo della navata laterale destra è 1’ altare della Carità. Anche questo è di marmo nero con venature bianche, sobrio e bello. La pala della B. V. della Carità, proveniente dal vecchio duomo, è opera del ’600 eseguita “ sotto 1’ amministracion de... M. Cristoforo Virizzo et Chompagni “. Il nome dell’ autore non apparisce. Per la disposizione delle figure ricorda le tavole classiche lasciate da Pazzi Spinelli d’Arezzo e con più precisione quelle della Madonna della Misericordia (1428), ove la Vergine aprendo le braccia, allarga il suo manto per coprire e proteggere il popolo. Il dignanese Gianandrea dalla Zonca, scrittore di cose patrie, vorrebbe che le persone che stanno sotto il manto, altri non fossero che dignanesi nelle antiche foggie, ma i manti monacali di cui sono coperte non danno molto affidamento alla sua supposizione, sebbene il nostro dalla Zonca si appoggi 163