zione di Pola fatta il 17 maggio 1331 per volontà del popolo radunato in generale assemblea e desideroso di salvare almeno le undici ville della Regalia, di cui Di-gnano era il centro, ordinò al suo Marchese d’Istria di occuparla e di nominare un Castaldo. Venne quest’ufficio affidato al nobiluomo Bertuccio Capraria, Dignanese, cui venne conferita la giurisdizione (garrito) su tutte le terre (luglio 1331). Quando moriva il Patriarca Marquardo (3 gennaio 1381) Pola e tutta la polesana, Dignano, Mormorano, Albona, Fianona, Rovigno con la Torre di Roraso e Duecastelli appartenevano ancora, almeno di nome, alla sede di Aquileia. Sta il fatto quindi che Dignano, staccata da Pola nel 1331 con le ville di Modilano (Midiglian), Bagnole, Pudensan e Guran, vuole regolati i suoi confini, si fa libero comune italico a voto di popolo e si dà spontaneamente a Venezia. DEDIZIONE ALLA REPUBBLICA DI S. MARCO. Giovanni Andrea dalla Zonca scrive al riguardo nel Periodico “ L’Istria “ : Egli è certo che allora gli fu concesso di essere governato separatamente, per cui aveva il suo Consiglio di cittadini ossia comunitativo, le sue subalterne Magistrature, il Consiglio generale e popolare, o vicinia che voglia dirsi, alla di cui testa stavano due sindaci o capi e perciò tutto avevasi anche composto li suoi statuti 6). Dignano acquista così la sua libertà municipale che atterra le istituzioni servili e feudali dei Margravii, dei Marchesi e degli imperatori. Subito dopo la dedizione, Dignano portò a Venezia il suo contributo di fedeltà, di solidarietà e di sacrificio, accogliendo nel recinto del suo Castello un corpo di cavalleria (1332), sotto il comando del conte di Pola, ... 6 ...