* LXVIII * vano : e alcuni altri che per l’amorevolezza alla Regina si aveano prestato contro li tiranni , avutone buona informazione, de’beni di questi rimunerò. E gi'a tutte le cose avea il Generale accomodate, e il regno era quieto e sicuro , quando gli giunsero lettere di Niccolò Marcello Doge di Venezia , con ordine del Senato che gli commetteva la cura dell’ isola di Cipro ; nelle quali di molte cose intorno all’apparecchio dell’esercito lo avvertiva il Doge, cioè di ritenere le galee di mercanzia, della cavalleria Candiotta e Albanese, e de’soldati ne’presidii; le quali cose egli, prevenendo le commissioni del Doge e del Senato, con la sua prudenza e diligenza avea già posto in effetto . Questo è cosa meravigliosa; che tutto ciò che dopo la morte del Re il Senato comandò che si facesse per la conservazione del regno , egli con la sua prudenza avea già precedentemente eseguito: e benché non gli restasse più che fare, gli fu necessario nondimeno per l’ordine del Senato restare in Cipro e aspettare il successore . Fra questo tempo venne Iacopo Marcello nuovo Proveditore, il quale era stato mandato dal Senato con danari per assoldare cavalleria nella Morea: ma avendo udito quel che avea fatto il Generale, lasciato stare il negozio, portò a lui i danari. Esso avutili, mandò il Marcello con dieci galee per difesa delle isole dell’ Arcipelago : e avendo aspettato in Cipro per molti giorni il successore intendendo niente della sua venuta, finalmente da lui ebbe lettere per le quali lo avvisava che era venuto in Grecia; ma che per ordine del Senato non volea venir in Cipro, perciocché tutta la cura di quel regno era stata commessa a lui . Il Generale avute le lettere del suo successore, vedendo che il regno era in buono stato e ogni cosa