64 DE’ f ATTI VENETI de’ nemici fù in ogni modo più veloce à difcernerlo da lontano l 1571 eh’ egli à giugnerli vicino, benche faceife inarcare à gran forza I remi. Riuoltatifià fuggire verfo il lito, approdarono, efmon* taronoà terra, lafciando vuoti, & abbandonati gli Arfili. Lan* ciò auanti il Querini , per impadronirfene , ma una gran tur-ma de’Moichettieri, che accoderò dalla Campagnaindifefa, vietogli lo accoftaruifi àbaftanza. 1 olfe perciò à berfagliarli da lontano con le Artiglierie, e gir tatene tré $ fondo, facealo ftelfo del rimanente, fe la notte fopraggiunta, e’1 vento rinfre--fcatofi, non l’obligauanoàritirarli, e volgeri à far quello, per cui s’era fino colà principalmente trasferito. Fece rimurchiare ir* nfl Porto di Famagofta con gran follecitudine le quattro N aui ; egli ?°noZi parimente entrouui con le fue Galee, e in tal maniera introduift - j f0CC0rf0 nell’alTcdiata Città di mille feicento foldati, e di tutte le condotte munitioni. Se un mifero derelitto nel punto ftelTo di douerfi perdere, confolafial comparir improuifo di un’aufilia-. ria pietà, penfifi quanto Famagofta fe ne rallegrafse, attediata di fuori daun’immenfo efercito, e fuffogata dentro da infinite angustie. Elevò fino alQelole lodi al Proveditor Querini. Li Rapprefentanti, le militie, e tutti s’infiammarono di un gran_j coraggio, ed ei , per maggiormente confirmarli , li trattenne in quel Porto molti giorni 5 nè contento in unfolo viaggio, di un folo merito , ufciuui etiandio tal’ bora. Prefe una volta Fttddh un Vafcello di gran portata, carico di vittouaglie perl’eferci-»ìtrebuep» to inimico. Fece lo Hello in altre fortite di altri inferiori, fi-*mm'~ milmente carichi , e’1 tutto conuertì in foccorfo della tormentata Città . Finalmente hauendo intefo, che fopra gli fcogli della Gambella, poco difeoftida Famagofta, haueanoi Turchi fabbricati alcuni Forti, vi fi trasferì, &à forza di Cannonate interamente li diftruife/ facendo anco il limile di vn Mo- lo alla Cofmazza. Contornati in queft’opere valorofe ventidue giorni, parvegli horamai tempo di ritornartene. Rincorò gli aiiediati ; promiife loro ben prefto degli altri foccorfi; e partito pei, giunfe in Candia , fenza veruno incontro, che io tra-uaglialfe. Trouò, quiui, già capitate le lettere del Senato con l’auuifo di fua elettionein Proueditore dell’Armata, e del Vernerò al Generalato marittimo, onde poftifiamendue fubito in ^ viaggio con l’accompagnamento di fette Galee, approdarono }ùaJiGe- in poche giornateàCorfù ; douel’uno riceuettedal JBarbarigo Zri.Ve’ il Èaftone Generalitio , ed hauendo, ftimato bene la Cpnful-ta, che l’altro ritornaife in Candia, per non mancar’à quei Regnod’ogni buona cura, e vigilanza, fi rimbarcò, e coa^ le