472 DE’ FATTI VENETI ì accordò il tutto in venticinque inila feudi ogn’anno , concorrendoui etiandio l’Ambafcia-Tjefa«- tore Cattolico , all’ora in Parigi . E cofì rimafe termina-t0 anco q^eito punto , & Vna volta dicifi il fine à tan-tanti , e tanti trauagli per la Valtellina. Sopilli finalmente per allora anche il Duca Emanuele . Non più potendo da fe foto procedere contra i Genouefi, contentolìi di fofpender l’armi ; ma con quell' affetto di vendetta , che ama difficilmente gli indugi , ci non già fofpefe di follecitare contra la Francia le già concertate^ inuafioni. Ratterenofi in tal guifa l’Italia , qual Cielo però , che da ofeuri nembi lungamente ottenebrato , viene ad ettere vn momentaneo barlume dell’accidente quel poco fereno , che tal’hora fe gli apre , pretto tornando à ricoprirlo ie prime horridezze , e più denie , e tempeftofe ancora. ^erfuafaiì ad ogni modo la Republica di vna durabile fe-frma. renità , regolò il fuo efercito , e lo riitrinfe perallora ad vn numero fiorito di gente feelta. Riceuette anche in queito tempo per augurio di felicità