100. Riluttanza dei feudatari di Oan-dia. 101. Commissione del Poscarini. 116 nità rii Curzola ad inviare al Senato, entro '¿'2 giorni dalla data della presentazione della deliberazione della Signoria, 10 « de melioribus et magis divitibus et potentioribns » per fare amplissime scuse « de temeritate et inobedientia sua» e ferma promessa di obbedire agli ordini della Signoria ; « quod si fecerint, bene quidem », altrimenti, trascorso il termine assegnato, si sarebbe proceduto senz’altro contro di essi nel modo più opportuno. Come indizio del profondo malcontento che doveva serpeggiare fra le popolazioni soggette alla Repubblica per queste incessanti -richieste di uomini e di denaro, la ribellione di Curzola è un fatto sintomatico la cui importanza non va trascurata poiché non è una manifestazione sporadica ma si ricollega ad altri indizi non dubbi di una tendenza a' sottrarsi agli obblighi che la soggezione a Venezia imponeva troppo spesso, pure in compenso di molti e non lievi benefici; ed il Senato doveva rammentare spesso. ai ricalcitranti che, se in tempo di pace godevano di tutti i vantaggi che recava loro la Signoria della Repubblica sulle loro terre, era pur equo che in tempo di guerra sopportassero almeno una piccola parte dei sacrifici cui la Signoria doveva assoggettarsi per il maggior bene comune. 100. Anche i feudatari di Candia, alla richiesta del Senato di armare delle navi per l’imminente campagna contro i Genovesi, avevano risposto che non credevano di esser tenuti a tale prestazione per forza dei patti ed il Senato era stato costretto a richiamarli all’osservanza dei loro obblighi rammentando ad essi, ') se era caduto loro dalla memoria, « quod sunt astricti per ipsam concessionem ad faciendum hoc et habemus ipsos fe-cisse armatam quam fecertmt per formam diete concessionis ». 101. In mezzo a questo diffuso malessere e ad altre difficoltà, specialmente di indole finanziaria, si veniva allestendo la squadra affidata al comando di Giovanni Foscarini, per il quale, il 19 ottobre *), si deliberava già, nelle sue linee generali, la commissione cui avrebbe dovuto attenersi: lasciata Venezia, si sarebbe l) Secreta Consiìii Rogai or n m. R. B. (II) e. 76, 1350, 19 ottobre. *) Ibid.