2.76 DE’ FATTI VENETI. fogno prefentaneo, e molto pieno. 7^o fperar' aiuti più dagli altri, chedafefìefsi, effer'vrìabbandonaralt incerteza, per non dir’, all’imponibile, la certezza, c'hanno fempre i deboli di non t fonar facilmente, chi fi contenti di [occorrer li contra ipiùforti. Tra fe fteffa già tutta iItalia marmi, obligar i Prencipi, cjuandanche ben inclinati ,ànonvolger lefpallea proprij interefsi. ICarrarefi [coperti nemici-, IIP atri are a d Aquile la fempre mal'int e nt tonato, ancorché vn poco [offefo^ Pi fino, ed altri, poter tutti con l'offerita opportunità, della República opprejfada continua guerra, sfogar* iliuidi fdegm. Di Genoua, più che d'ogn altro douer terner-fi. Effere in quel t empo amica ne II apparenza 5 non già nall’animo che trafitto vna volt a, nonguarifee mai più. Crederfipure, ch'ella non fi contenerebbe de’ cafi altrui fpettatnce immemore. Che[pirerebbe maggiori fiamme dalle couate fcintille, fotto gli antichi liuon non mai e flint e. Che allhora sì, quando ctieffa, & altre Armatefeorreffero, infe fi afferò il Golfo potrebbe è [clamarfi rotto il commercio ; t aghat a fuori da vero la linea comunicante, inceppai a la libertà di Ve net i a. Douerfi per tanto principalmente attenderà r imett er lArmata 5 R imetterla inpace, non potendo-fi in guerra,, che confumarla ; e rinforzata, chefia, ben fperarfiy che difenda, c he guardi il G olfo ,fe ha già potuto farlo ancora [enz.a la Dalmat ia ; ed abbatter', e dife acci arfe nza defifa più volte i pm terribili Potentati, edacquiflarne, e conferuarne il Dominio. Do-uerfi tanto rifoluere non meno per gli interefsi di mare, che per trar Treuigi, e Cafiel Franco dal pencolo di nuoue recidine mortali, già che fino allhora preferuati s erano da tanti moribondi accidenti $ Alla fine cosìconuenirfiàquella necefsità, che dà la Legge à defiderij, e dà cui configli, bene he difpiaceuoli, e forza obbedire . Concorfèro i voti quali tutti à fauor di queila ièntenza, che noii^ si derider P°tea combatterti, troppo la República combattuta dagli erarij vuoti, d¡ trattar da’Popoli fmunti, e dagli flati perduti, e per perderti 5 E furono eletti SmS- Ambafciatori al Rè, Pietro Triuigiano, e Giouanni Gradenigo coru bafeìatori piena autorità di trattar’, e conchiudere. Giunti alla Corte, ben ti au-aluidero da'primi tocchi, non aipirar Lodouico al Colo Dominio del tolto. Conofcitore del fuo vantaggio, eflefe à più le iue pretentioni 5 e fioTlccè tanche alcun giorno vi fi oppoièro gli Ambaiciatori, pur per condurlo denti,ae’ à termini più conuenienti,nulla fù potàbile,eh’otteneifero.Vedendefli sì concbiu. *n ^ne diiperato il c^° di migliori partiti,furono sforzati di a(Tentir,con de nodime. la facoltà,che già teneano,al mal minore. Che tutti 1 luoghi tolti,e non no> tolti alla República in que Ila guerra, contenuti da mezzo il Quar-e tuoi capi. ner fino à Durazno foff ero lafe iati,e cefsi liberamente al Rè co'Iti-tou. tolo di Pre&cipe della Dalmatia, e Croatia. Che all'incontro alld R epublica ( e fu affai ) doueffe refiitmrfi tutto ciò, che n e II'Ifin a, e nel