78o DE' FATTI VENETI. <•«» centrarono tutte queft’armi nel mezzo appunto della Città , e coni- vicendcuo- batterono lunga, c fpietatamente. Ma dopo vn’ atroce vicendeuole uycaponi. VCQ¿one, diminuendo necesariamente 1 Chrifliani, daneiTuna parte iòccorfi 5 e i Turchi all’incontro perii fori, & acceffi, già fpalancati à vn’ efèrcito di cento,e quaranta mila iòldati, tèmpre creicendo, fnperchiò finalmcte4a pienezza gli argini abbattuti; Ogn’vno,può dirfi,che man-fi refiano i caife de’ noftri con l’armi alla mano ; Allagò il fangue;coprirono i cada-nalmnt¿ Ller*tutte yie > Si frenarono indiflintamente i contendenti armati, c padroni ‘dei gl’inermi fupplici ; Faronui trucidati Antonio Zancani, Rettore, An-la enti, drea Falco il Vefcouo di vn’ ottima vita, Antonio Fabris, Capitano del Prefidio ; e degli quattro Sopracomiti entrati già, morironui Gio. Ma-lipiero,e Luigi Michele,& il Gotio, & il Curaro vi rimafèr prigioni. Vn limileaccidète farà fèmpre d’efempio difficile; Pur toccò alla República di vederlo, e le toccò parimente in quella occafione di vederli Pren-cipe fòlo Chriftiano contro al Turco, à perder gli Stati, perche più di i Turchivn portento in vn tempo appariife. Perduto Modon’, andouui il TuHco°n°l1 ^UI CO» che fubito afTalito, fubito vilmente fi arrefe , benche la Fortezza , il numerofo prefidio , e le prouigioni abbondanti poteffer per qualche tempo difenderlo. Agitato il Contarini trà tanti difaftri, iìtol/èdalZantt con tutta l’Armata , ed in Mare allargatoli, ecco il vento , che già maqcogli combattendo à Sapienza, ingrauidatofi di procelle , come ad attenderlo , per interamente, disfarlo . L’affali eran bora/. da P*ù Parfi > fquarciogli tutta l’Armata; gli trafportò i legni per vàrij capai ì/cclj luoghi; e fpecialmente fpin te alcune Galee fino in Candia , vi bifo-gnò à riunirle, e racconciarle quel tempo, e fatica, che in ogn’altra congiuntura haurebbe partorito gran danno : ma che fù in quella vn' eccidio. Già fulminauano le fuenture per ogni parte , e i Tu rchi pretendendo da quefti accidenti , che i tuoni del Cielo fodero flati ap-plaufi alle loro Bombarde , prefo Modon’, e preio il Iunco , andarono à piantar le batterie , & à preparar gli affai ti contro à Corou,. i Turchi àQuiuiparueadeflidi efèrcitar trà quei barbari trionfi vn’offerita.. coro*. clemenza , e l’eshibirono à queididenrro , arrendendoli , prima di vfàr loro la forza. Il Rettore , gli Officiali da guerra vi fi oppofero fasliardamente. Tutto fece, tutto confiderò Paolo Contarini, No-t ile Veneto, già fratello di quel Bernardo deferitto àfuoi luoghi nelle guerre d’Italia, Proueditore degli Stradioti , e che gloriofàmento moriuui. Ammogliatof in Coron, vi ftantiaua da qualche tempo in gran (S’edito trà quelle genti; Si affaticò , foftenne altamente , elio ioffe meglio à confidar la faluezza più nelle proprie forze , che nella, nemica indulgenza ; mal’vniuerfale de gli altri, sbigottitoli all'efem-pio di Modon’; inuitato da quello del Iunco , e maggiormen-che lor jjj te difperato à cagion dell’ intefo naufragio dell’Armata", pretefo arrende, di arrenderli , einognimodofiarrcfè » Reftaua Napoli di vltima li- , neaal