LIBRO VINTESIMOPRIMO. 491 rapidamente volata la voce per tutto, iniòriè vn milto di timore, e de-uotione negli animi di auei Popoli conuicini ; onde gran parte ne cor-(è volontaria fotto le Puoliche Infègne, com’anco le gli OrziNuoui; Molti luo-laValcamonica , e le Fortezze, Cartella, e Terre tutte del Brefcia-no, e Bergamalco, illuftrando di nuouo à quello Cielo il lor vaffallag- dono. Ì'io . Trà tante ottenute profperità nè pur contenne lo Sforzai imiti de’(ùoiprogreifi. Paisò FOglio. Con felice carriera racqui-ilò CaiàlMaggiore, Brugnano, Triuiglio, e Riuolta nella Giara. d’Adda. Poi prefentatofi à Carauaggio , Cartello affai forte, e tro- Jiato con al-uataui reiìftenza gagliarda, refìftè ancor egli altretanto à combat-m luo*hu terlo. Fugli, combattendo, vccifo per colpo d’archibugio ilio fratello Leone, e la perdita concitatolo maggiormente, rnforzò coil, (degno vendicatiuo gli affalti , e iiiperò finalmente di ridurrò gli affediati à difperatione di parlamentar’, e di arrenderli. Pauen-tò Filippo con ragione all’aipetto di tante perdite. Si lanciò anfio-iòlòuragli argini dell’Adda per impedir con alti ripari al noftro eièr-cito l’ingreffo nelle viicere del ilio Dominio, e contrala fteffaCittà di Milano 5 & al Piccinino, ancor’in Tofcana, rifòlutamente ordi- 1{lchiama^ nò, che doueffe immediate ripaffar l’Alpi, e trà quei palpitamenti Duca dalla (occorrerlo. Conuenne auel Capitano obbedire: ma combattuto nell’ burino! animo di laiciar colà egualmente à libero arbitrio delle forze Papali, e Fiorentine gl’interem abbandonati dellofteffo Padrone ilio, entrò in confidenza prima,che di partire,deprimerle,e veniriène poicia di qua dall’Alpi più meriteuole, e contento à premurofi biiògni. Concepito ilpenfìerointefe, che vicino ad Anghiari,à piè dell’Alpi fteife, il tro* uauano gli detti eièrciri del Pontefice, e di Fiorenza, e pariògli oppor- che affair tuno il tempo , e'1 luogo , fi (cagliò con grand’animo ad attaccar- & cf'rciti li; Ma la fortuna Tempre nemica della virtù, non potendo meglio ^Tentino vincerla, che ne’ conflitti, fegli perdere la battaglia; fù vinto, fù adAngkk-disfatto della più fiorita militia 5 rileuò il numero de' morti à gran,ri ' legno; àmille, e ottocento i prigioni; comprefi trà quelli, e quelli e vienrot-trentadue Capitani di ftima,ed ei fuggito al Borgo, e rapportatogli colàt0m l’eccidio auaii generale, vien fcritto, che più volte foffe per darfi con vn pugnale difperatamente la morte, fe non ve lo impediua vn iùo figlio di nome Franceico. Dopo conièguitefi dallo Sforza le prenarrate Imprefe, e prefo Carauaggio con gl’altri luoghi, parue al Senato, cho horaniai foffe tempo di vendetta contra il Marcheiè di Mantoua, e ne fenile allo Sforza, perche doueffe entrar’nel iùo ftato à isfogarla. Egli andatemi fubito, trouò il Marchefe impotente, per farui teda. ; gli tolie francamente le Fortezze d’Aiòla, Lonato ^Canotto, Maccaria, mno. Montecchio, e Capriana ; e portatofi à Pefchiera, vi piantòl’a{Tedio per terra, e il Contarmi, per acqua nel Lago. Giace la Fortezza frà Vero-£ và /otto na, e Mantoua, in teila del Mincio per Tramontana; per Ponente al Tefchicrel • Qcj q 2 fianco