LIBRO DECIMOQVARTO. 29 i ERMINATASI la guerra in Candía, ñonin tito- lo di pace, che co’ ribelli non s’vía, ma di vna quiete , à forza d’armi, e difupplicij ottenuta, venne lie- j 3 5 7 ta occafione vna volta d’impiegar quelle Galee lenza ftragi,e incendi). Deliberò Vrbano Quinto Pontefice, di trasferir d’Auignone in Roma la Santa Sede, dopo cinquantotto ann i colà dimorataui, e pregò il Senato, perche lo fauoriiTe d'al-cuna à-palíamelo. Gli fi ne apprettarono dieci, ed ei non volutene, che iòle cinque, vi andò per Comandante Pietro Treuigiano, quattro fo-pracomiti, e dodici Ambafciatori, Nicolò Faliero,GiouanniGraden igo, Marco Giuftiniano, Marco Priuli, Pietro Cornaro, Zaccaria Contarini, MarinFaliero, GiouanniTreuigiano, Pietro Marcello, Andrea Polani, Leonardo Molino, e Nicolò Zeno, i quali accollerò à Marfilia la Beatitudine Sua, e la fcortarono fino a Roma, dolici Scort^nolfj hebber grada di vederla ièduta nelPApoftolico Throno. Venne poi elìce ve-nel tempo fteilo lTmperator Carlo Quarto à Venetia con la moglie Im-nete à'J-m-peratrice, e pur s’hebbe il contento di regalmente hoipitarlo. ^”°”c a 1{° Morto tra tanto il Doge Marco Cornaro di grauiiTìma età, preuat- rmPc™~ feto all’altre le conditioniiiiblimi di Andrea Contarini Procuratore, Renella.0. ^ che fu fcelto à iuccederui, benche la fiia bontà non del tutto vi accon-ièntifse 5 prelaga forfè de’preparati infortuni; à tormentar IaPatria, e à intorbidarla lui degli aufpicij la meritata bellezza/ Da’Trieftini, vacillanti di fede ben fpeflo, prouenne il primo tra-uaelio, íquarciandoalla República con ardita riuolta, filmileàquel- D°òge. ““ la di Candía recente, nuouamente la piaga, faldata non anco. Scor- ¿cr^0”¿n” ièggiaua di continuo vna Galea Venetianale cofte delPlft ria, per cu- f ftodiad’eife, e del tranfito al pagamento douuto de’ dritti. Solita^ d’approdar’in quel Porto talvolta, appoftatamente Pattefero 5 Aflàli^ rono inpoco numero, per dimoílraril cafo accidentale, la gente sbarcata 5 poi ad vn grido concorfiui tutti,trucidarono alla peggio ; vccifèro le pouere ciurme fmontate à far’acqua 5 e tolfer parimenti al fopraco- Trucidano, mito, cheviaccoriè,lavita. Incapace il Volgo di limite, quand’hà 1* geme di principiato à trafeendere, qui non fermò folamente. Pafsò dal fangue ^caet^mT. priuato à inuehire contro alla Maeftà del Prencipe. Lacerò in minuti pezzi le publiche Iniègne,e per maggior oltraggio, fé le calpeflòfòtto aJ piedi.Trattò di vn Regno la ribellione diCandia,e queft a,di vna fohCit-tarma m fèno al Golfo,e vicina, non fu di minore inquietezza. Due Ai- > mate, vna marittima ed vna terreftre, follecitate con oro abbondante, Due j,rnü furono pretto poile in acqua ,e interra, e Crefi Molino di quella, te^renetc^ Domenico Michele di quella,riceuuti li baftoni Generaliti;, incamina- chf ronfi di pan viaggio, e di pari zelo à circondar di aifedio per ogni diano lnj canto Triefte. Il tempo, fe ben’affiettato, feruì nondimeno per pre- Cltta' Oo 2 munirli