4oi DE’ FATTI VENETI. i.____t concambiollo il Ciclo, infpirando gli Elettori à deftinarui in fucceffo- FYdtlCCjcO ^ >p /» • p * • • \ « • t* rofcart t>o- re FrancefcoFolcari, Venator cimentato m pai narrate attioni di gran, • portata.Ora fotto al nuouo Prencipe inforiè immediate fègnalata occa-1 3 iione di fègnalato acquiilo, lènza fàngue allhora * ma per fàlaffarno tanto dapoi, che la memoria, ancor piangendolo, iòuente il rinfre-fca . Mancò di morte naturale il Rè de’ Turchi Maometto ,• e com'egli, contro! fiero coftume de’ fùoi, fi era,viuendo,dimoftrato al Greco Im-perator'Emanuele grato Tempre de’ beneficij 5 cosi ancor volle, morendo, laiciar’ad Amurat Secondo, Tuo figlio Tucceííoui, il debito ileifo di Umuratje- ben riconofcerlo. Entrato al Seggio paterno Amurat, iuiàpoco fù ct°0mam. °* combattuto molto da Muftafà, vi timo figlio, ancor viuente, diBaia-zet, ed vltimo fratello del Padre defonto. Lopreie, lo viniè alla fino, e fattolo, conforme all’vfo ftrozzare 5 e Tpianata la Corona d’ogni ombra , pretefe, ch'Emanuele, ed i figli haueffero porti à Muftafà ne’ Tuoi trauagli, fomenti, efoccorfi. Disfece la memoria degli oblighi antichi in vn frefco idegno intenfiflimo di vendetta, & eifendo di dato Tpi-inuade co- rito, datamente impugnò Tarmi contra la Reggia ftefta di Coftantino-fltntwpoit poli. Già queirimperoanticamente in poftèflòdellegratie di quefta. Patria, ricoriè in tanta premura à implorarne dinuoue. Era confì-derabile l’impegno contro à vn Prencipe cotanto potente 5 pur trattandoli digran fondamento al Chriftianefimo, commiiè il Gouerno à Ni-u Repubii. colò Cappello,Capitano del Golfo,e á StefanoContarini Capitano delle CGnct>taim- Nauijche vi fi auanzailèro immediate in iòccoriò. Incalzaua Coftatino-ratore. poli il tremendo Amurat ¡ Stringerlo giornalmente in pericoli,òcangu-ftie maggiori. Non potea più fottrarfène Emanuele iènza celeri,ed eftra uanti fùftragi 5 Sperauali dalla fola República, Perciò*per le già riceuute afliftenzejper Tal tre,che più importanti bramaua,di denaro fpecialmen-te, di cui molto patiane, rifoliè, infierne co' figli, di offerir’alla República ftefla ciò, che fotto il dominio di lei potea conièruariì, echo nel ilio dubitaualo vn’ aggiunto riferuato trofeo alla Turca barbario. Egli le offe Le offerì col mezzo di vn’Ambafciatore efpedito, e per lettere di Da-rìjce saio- niele Loredano, Bailo diNegroponte, la Città di Salonicchi, detta già nicchi. ^effalonica, riguardeuole per grandezza di miglia ièi circuenti ; mirabile per coftruttura di quaranta fortiifime Torri 5 Se ricca poi,ed apprezzata ne’tempi auanti perfe medefima, molto più allhora, che tra lo fauci de nemici coftituita, più ch’era di grande, e di bramata qualità, più deplorabile nera il pericolo. Piacque alla República Feshibitiono, non per ingordigia di eftender'à fe ftefla il Dominio 5 ma per necetfità d’impedirlo all'ingordo Ottomano. Tuttauolta vi fu in Senato chi con maturità, prelùdente il futuro, qualche colà prima, che di prenderli il Gffido per decreto,andò ponderando. Salonicchi, Città nobilifsimafnMa-110 accettar. cedoni a trà la Tbeffagli a, elaThracia5 forfè la più Jtmata di quella