¿4 DE’ FATTI VENETI. tia; ingannarla, tradiiia la Grecia 5 troncaua la confluenza de5 mercantili negotij 5 rompeua il filo al coriò di quelle ricchezze, c’haueaa. già da quella parte aggrandito il Dominio, ed arricchitolo con tanti thefori. Rimaneua in fomma, fenza più fàpere à chi ricorrer, fola,, e preda rifèrbata all’arbitrio diipotico, e ingordo nemico. Effètto all’ incontro niente meno difaftrofo le fouraftaua , fèmpre che à Pipino l’alleanza negata, & egli, rotti, ò fùperati gli argini,foifenelle^ Lagune penetrato inondando, per lo che fi dicea grauementc. JVial confi dar fi la Patria^di poter fola contro allarmi Francesi far più di tutta uri Italia, gì a prefa ; già (potè a dirsi ) foggiogata da effe in momenti. Senza,che si muoua Pipino hauer’horamai con le forze, e col Dominio lungi, e d’intorno piantato /’'affé dio, e circonuallata Venetia. Padrone de' Fiumi, e d'ogrì altro l uogo > tener la punta dellafpada così vicina alle vifcere 3 che fìà in fua balia d'immerger* la , niente chepm la fpinga 3 o l'auanzi. Lontano l'impero d’Orlente , lo fieffb effetto poter feguire, che non foccorra, o che il foccor fo à tempo non venga . Quana'anco opportuno giungefse, faper Dio in qual forma 3 per qual tempo, e con qiial' affetto^ pensiero. E ffer variabili le difpositioni de' Prencipi^come la fcorZa del Camaleonte,ad ogniprefentato colore de' loro interefsi. Si guarda fse bene,prima d* impegnarci il piedi \ e si tene fse per certo, ch'ognipropositione di pace,che da Pipino riceueffe Nice foro , egli potrebbe abbracciarla,fen~ Za punto riflettere, perponer (e flefso al coperto, di lafciàr ogrì altro fcoperto ,ed efpofìo^e to'l male altrui prefente differire il fuo proprio almeno. Trà quefte,ed altre ponderate ragioni, dopo lungamente anhelato fótto il rigore di tanta materia, fi decretò ( benche Obelerio Doge con la forza fùa, e de’fèguacipur continuatte apertamente àfa-i? i'i rifiati"- uor di Pipino) di rigittar’in ogni modo l’inftanza, con {piegatura, e • dolcezza tale però, ch’ogni poco luogo, rifèruato alla ragione nel di lui cuore, piriche contento il rendefTe. Ma l’ambitione del Dominio è com’vn fuoco in legno verde, ch’eshalando il fumo, non così facilmente troua la luce. Fece all auuifo immediate Pipino in fé fletto \tl, miito crudele d’ira, di forza, e di peifìma volontà, già nodrita, e inti-wmaia mòla guerra. Inhorridifce al gran calò il folo racconto. Venetia de-%fubita. bole; fola ; vfcita, per così dir, dalle fafcie; illanguidita da’ propri) hu-mori agitati, e iconuolti, trouafi à gemere fottoil pefo divn mezzo Mondo tutt’armi, e pur non ne perde il coràggio. Eipediice àNice-foro, perche con poderofà, e celere armata v’accorra ,• follecita i ripari a’ lidi s armai Forti alle bocche de’ Fiumi ,• appretta nauilij 5 ordina., riparte le proprie militie, e niente omette di tempo, e di ftudio in tanta occafione, ò di foprauuiuer gloriola, ò non fenza gloria morire,. Era giunto intanto 1 auuifo de’primi fofpetti àNiceforo, e fè ittita, colui vicina, cosila Dalmatia, come Venetia ad ettèr’inuafc, fpinfo