6fo DE FATTI VENETI. animofò ciò che vn’altro atterrito haurebbe * Quando fi vide in contingenza con ? Armata vicina, non agitò, che in prouederfì di refiften-Gc«rZiovia za* difpofe parata foura le muraglie tutta la gente, che il luogo gli 2TSi/et itiggerì5 difpensò Tarmi 5 diflribuì li riparti5 caualcò i Cannoni, e pre-derfi. fiata con la voce in tutti vna gran coilanza, apparecchioflì al trauaglio. Approdatoui Federigo, sbarcò dal mare 5 inondò TIfòla di foldateica, c fù tutto à vn tempo con le fcale a5 muri, e con tiri d’archi, mofchetti, Ulto*' c artiglierie furiofamente à battere la Città. Gli aggredì terrazzani, c la poca militia, che v era, non variò punto dal valore, già preparato à difenderfi. Rifpinfè con altretanta ferocia gli affai ti 5 precipitò le fcalc, £ gran dì- appoggiate, ecorriipofè à danneggiar dall’alto il nemico. Profèguì fefa. queili oilinatamente à combattere fino alla fera, fènza interromperfi t» grandi ma*, e benche à lunghi confumi, edouenon v e modo di rimetter le anguflie /<* perdite, fi conuenga per forza perire, ciò nonoilanteperdeuail Viaro citta. gli huomini, non il cuore. Finalmente vedendo ineuitabile à quel troppo lungo camino l’eccidio,pensò con Tinduflria à qualche ripiego, (foTftfra!*e Venne vno ipitito^he anco à gli altri Capi communicò.Imaginofli lai°' di publicar’vna voce per tutta la terra, che il General Marcello foflè già vicino à comparir’in quell’acque in foccorfo, e per accreditarne vero il concetto, fè applaudirlo altamente da lieti gridi, e davnfùonoge-nerale feiloiò delle Campane. Queflo gran flrepito, ancorché in, aria, porfè a’ noflri grand’animo, e più ne tè temer’i nemici, che fe fo£ Ìèro flati colpiti da gran Cannonate. Fù egualmente da quei di dentro, e da quei di fuori creduta per vera la fama, e TAragonefè al giorno ch^UlT puntato, non afpettando più tempo, ritirò dalToppugnata Città, e il permeo dall’ Ifola gTinflr omenti, e la gente 3 e rimbarcato il tutto, e fpiegate leu^a ejfct- veje ^ c al Leuante le prore, laiciò Curzola, &t il Viaro al fòl- lieuo, Seal merito guadagnatofi à collo di valore, e di virtù contrariata. Non tardò però nulla il Marcello ad auuerar la fùa giunta in quell’ acque. Arriuato in Ancona, e trouatoui Federigo partito, ritornò, fèguitandolo, nelle Dalmate 5 tirò più innanti per coglierlo vna volta, yemat ma nè pur ciò riufcitogli, fermò à Corfù alla guardia del Golfo, nè corfiu più in oltre fi vede, che allhoradi eifentiale trà quell’Armate auue-nifTe. In Lombardia nella fleflà flagione profèguirono Tarmi col filo la-feiato. Stando à Calcinato il nemico efèrcito, preintefè il noilro, che mirar potette Alfonfo foura la Terra di Lonato à fòrprenderla. Non, sóccor/ove lafciò il Sanièuerino cadérla vocefenza prudentementeauuertirui. natom L°~ ^ e^Pectì dal poflodi Rezano Marc’Antonio Morofini Proueditoro con numerofo prefidio 5 pochi giorni auanti pur hauendoui mandato Giacomo da Mezzo Gentilhuomo Venetiano, con trecento Caualli,c si fo) tifica. -| ^jorofini enrratoui, e fortificata la Terra di foffe, e Baflioni, in che impiegò le militie, i Terrieri, e il Veronefe Contado, diftolfè Alfonfo dal