LIBRO DECIMO. zi9 contro à quella, e contro ad oen'altra Città dipendente, fatta publicar f™"* fc} • 1 1 m 1 -v» • /rii* 1 munica co- m ogni parte del Mondo Chnftiano, e con ella vn editto, e licenza-, tra u nepu di poter cialcuno di qualunque capitai Veneto, e publico, e prilla-bl,ca • to, impadroniriì àmaniàlua. Non contento dell’anime» e degli ha " Con altri neri,folgorò le vite etiandio. Permife generalmente dVcciderfi impu- riz°rt • ne ogni iùddito, ancorché innocente 5 e prorompendo pofcia nell*armi,prepofe il Cardinal Pelagura,General di grand efercito,contra la Re- Grand'ar-publica ; ricercòrFiorentini, ed altriPrencipi d^Icalia, à rinforzarlo, come fecero di molte genti ; e pronto eiecutore il Cardinale de’ Ponti- dei Papa. ficij comandi, fu in Campagna, e s’auuiò da Bologna alla volta di Ferrara. Mentre, cheattendeuailGouernoqualche ricambiata dolcezza dal Papa, ò alcuna replica infittente almeno, vdì al pari, col ritorno degli Ambafciatori, à rifuonar per tutto vn mifto rimbombo di icom-muniche, di proditioni, di rapine, e di trombe guerriere. Altro ripa- La 10 non rimale à tanti malori, che il naturai iniègnamento à difenderli • ^Zncirll S armò più, che mai lì potè. Si dettino Capitano dell efèrcito Andrei la. Quirini; pochi giorni dapoi mutato in Marco della fteflà Calata; Si 13os tentò d’introdur buon prelidio in Ferrara; neceflàrio, tanto à mantenerli contra à gli affai ti di fuori, quanto à bilanciami le male difpolì-tioni didentro, già più ancora crelciute allo ftrepito delle grand’armi vicine Ecclelìaftiche ; Si dilpolè in Campagna numero, di gente, ripartita in polli vantaggiolì, per far tetta, ò por freno in qualche modo , al Campo molto eccedente auuerlàrio ; e con tali ordini, e con tali forme, lì procurò di riparar’, eprotrahere, lino à qualche apertura-, òdi placar’il Pontefice, òdi far ciò, che più con petto collante, che^ fiacco, e codardo Iperar lì potea. Ma il Cardinale tiratoli alianti coii* l’elèrcito, e attrauerlàtoil Pòà Francolino con forte catena, tollèdi 4 bel tratto il modo a’ noftri di foccorrer Cattel Tebaldo, e ridottolo in-iòmmaanguttia, sforzollo alla relà. Dittelè poi per la Campagna le Trendono Hie militie, e co’l vallo numero, di che abbondaua, ttrinlè., e riduffe l’armi ec-tutto il Campo V eneto ad vn’eftremo partito. Qui non lì mancò, in- ilfJirc-anguftiasì fatta, di raggiungerai calore con nuoui rinforzi.. Nonpo- baldo. reali ciò far così tofto con gente da lòldo ; le n’efcorporò da Venetia-vn buon numero ; rinouauaii ogni quindici giorni,. e così andò (lì trattenendo, fupplendo, e mutando. Ma non cònteneronlìnella fola-inferiorità del potere le cominciate lùenture. Piombarono lòura il Ve-neto elcrcito con più ecceilìuo flageilo. Vi s’introduffe vn’horrida pe- TcfiUa^a ililenza,chem breue tempo dilatoilì poco meno d’vn generale didrug- * y!Zto. gimento. Si aggiunlè alla perdita milèrabile di tante perlòne, quella-del Cartello di Sant’Alberto, reio al Cardinale da Andrea Vitturi, c, sirendcj Dardi Rimondo;fù detto, per viltà, perche veniilèà patir d’ognim ale api Escala Republicain quellafùnettaoccalìone. Nello tteffo tempo, che di jff“^ prodigiofi euenti qui da vicino trauagliaualì, ne iòuraggiunlèro de bmo. E e 2 maggio-