248 DE’FATTI VENETI. Esauditi, e po anni-due di molefti trauagli, ritornò à raffegnarfi fotto le Veneto nZozara Infegne,- Così il Duca verfo queita efercitata clemenza fi efpreffe oblivi. „ato. e cos'] forza 5 che anco il Rè Lodouico vi patientaffe 5 cóilretto- 1347 ui di più da vn altro bifogno > che in quel tempo affai ilringente gli fo- Deliberò di muotier guerra alla Reina Giouanna di Napoli, già fuc-Sto2iit ceduta in quei Regno al R è Ruberto defonto. Era fiata coitei marita-mogite i\e- fa prima in Andrea prediletto di lui fratello » e trouatoiì vna matina 1 in-SÜ diia. felice conforte impefo con vn laccio al collo, ellaiui àpoco- iiricon-P», jin' giunièà Lodouico Prencipe di Taranto, giouanedibell’afpetto. Que-So . ma *ft° fubito fecondo voto autenticò maggiormente contro àlei la voce Lodouico diffufa, dihauer infamemente vcciiòil marito. Volle vendicarfène V,a vuoiv? il Rè > e men tre vi fi andaua difponendo, ilimato eièntiale a’ iuoi diui-dirar nfra. /amenti^dinon hauer contraria quefta República, ne le poriè Pinftan-*l!io' za con efpedito Miniftro, Fu còrrifpoilo con altra Ambafciatadi tre iòggetticonfpicui, Marco GiuftinianoAndrea Morofini» eNicolò Gradenigo, e comprobatofi ne’ trattati graue il fallo della Reina, e in conlèguenza non ingiufto il caftigo, nè giufto Popporfi alla vendetta-Jyr^¡con del Rè, conchiufèfi fèco vna tregua di ott’anni, edeiiè ne Venne iru publica. Italia con grand eièrcito. Accommodollo la República dimoiti ricercati Nauilij al pafIàggio,e di quel più,che le ne fece iflanza ,* ed ei con tali aiuti ipincofi in Regno à dirittura di Napoli , s’impadronì rapida-mente di tutte le Città, e della ileffa Metropoli, e fugò Giouanna in-^hcfoLno ^rai?cia co^ nuòuo marito. Reilò al vincitore prigion nelle mani Car-il I\cgno di lodiDurazzo, nipote del già Rè Ruberto. Hauutolo per complico/*.. ce nel delitto dello flrozzato fratello, il fece decapitare , e ritornato oltra i monti, iècocaptiuoconduifevn figlio delloileifo decapitato, à cui poi toccò di iàlir da quella miièra conditione alla medefima Corona di Napoli j tanto è raggirato da viciffitudinilMondo> e tanto fenz.x, bafe reggendoti, fondanfi foural’incertezza i fìioi cafi. 0 Succedettero in quefti tempi due gran flagelli à Venetia, difficile à giudicarli qual’horrido, e tremendo più 5 ò il Terremoto, che fconuo-Tewemoto, die ,• ò la peflilenza, cheflermina. T anto fù grande il primo, che crol-nctla. 1 io la fermezza più ftabile della Città 5 ruinò edificij 5 noirportò rifpetto a iàciiTempli, e nelle fue diflruttioni ereflè la memoria funefla, ancor viua, della fefliuita di San Paolo, in cui cominciarono gli fcuotimenti maggiori »continuati per quindici giorni. Ma più ancora, chedifòt-tei ra, e contra le pietre, ícoppio 1 aria funeflamente dal Cielo contra- 1348 ghhuominipeftilentiííime fiamme. Deuaftò, difertò la Città. Co-ftrinfè i Padri à ripopolarla di gente foreitiera con priuilegi molt’ampli? e fu cosi illimitato 1 eccidio, eh oltre alla plebe minuta, la qual pouera, & auida, più fàcilmente degli altri fi efpone, non fi contenne meno contra i beneítanti; de Patritij diminuinne il numero fino à due terzi 5 e andò