LIBRO DECIMOOTTAVO. 405 ferifce alU República laCittà di S alonicchi,pereti ellapoffa coque-fieforze di più maggiormente foccorrerlo. Vi ha chi s’oppone a riee-uerla ,efi ferma l’opponente virtùfour a lafola riflefsi one, già detta , di temer, che, nceuendola ,poffa aggrauarfeneilTurco. Dunque’, perch’egli nonfiaggraui, aggrautamoci noi. Aggrauiamo tl * Greco Impero della tot al difiruttìone. Lafciamo tmpadrontrfi di Salontcchi il nemico , accio con quefio merito pofsiamo fperar dallafu aforza crefciutafauore. Àiafra que fi e no fi re r ìpugn anti fperanzje vi èper auuentura chifperi no pili mempr e Anwr at de Ila recente fconfitta data all’Armata del Padre dalla nofira vicino à G allipoli ? Ch’egli non fappia militanti al prefente l’armi nofir e contro di lui,& in aiuto deG rect?S ara forfè adeffo la prude nzaVe-neta per dar fi ad intendere, che nell’ ac qui fiar’il pot ente grandezze maggiori, per da la memoria, e’I fenti mento degli affronti n-ceuuti? Stilladalle feriteli fangue il cadaucre alfao vicino comparfòhomicida. Chièfilamenteferito, enoneftiñtoloverfa fem-pre dalla memoria contra ilfuo feritore,ancorché lontano .Giaf k-corfo dalla República ilGreco,nóepiù tempo dirifpettar Amurat, per non farfe lo nemico. Nonpiù, fe già e rotta, deue guardar fi di romper con cffo la guerra . Si accetti Sa Ionie chi offerito con l’ordinaria cofianza. Temafil’Ottomanoad aumentargli, nona troncargli7Dominio. Nonfia quefio ilprimo efempiodi Prenctpe, che, eshibitoghfiato, lo ricufi. Non il primo della República,, che noh auuilitafimat nelle perdite, nelle vittorie sì abietti. Si difenderà S alo nicchi > Sì preferuerà il G reco Impero 5 S i rat terrà il ne r* mico dal corfo rapido 5 e s’egli preualeffe in terra, come in fuo natu*-turale elemento, preualera la República in Marc altretant&nel fuo, hauendola g là D io piantata forte sù l'acque per tramezzo à impedtr le confufiont de Prencipi, com’egli appunto nella fabrica del Mondofrapofe l’acaue, per mitigar’, e allontanar con effe lo fconuolgjmento degli altri elementi. Preualfe di pieno giudicio neT concorii del Senato quefto fentimento. Deliberoflì di accettar Feshi-^ ta Città ; ne fù ragguagliato l’Imperator’Emanuele ; e flabilitifi li ne- l’accetta. ceflarij concerti, e la Publica Rapprefèntanzamandouuifi Moisè Gri- J^/entS mani in qualità di Capitano, e Santo Venìero ,e Nicolò Georgio, Pro- ejfednmu ueditori,accompagnati daconueniente Prefìdio - Soprafatto nel men-treCoftantinopoliinmodo, che fenza vn valido, e celere aiuto, più nuel A Ve-nonpoteaiòileneriì, comparuenon guari dopolofteifo Imperator"nctta' Emanuele àVenetia. Crebbero le lagrime qui preteriti ddìmuafò Prencipe vna tenera pietà nel Gouerno 5 Peritiate maggiormente il fuo biiogno la iua viua voce 5 & il debito Publico, già per Saionicchi £ /