LIBRO DECIMOQVARTO. 311 li j, che v’eran di guardia, li affrontarono, e reipinfero in mare . Non. ^ntbeocca riuicito il primo tentatiuo, ne appreilarono vn fecondo con ordinai del porto. za migliore, & andaronui per i lati del Porto, non già per mezzo. A quefta bipartita inuafione furono i Vafcelli di dentro, non pili ballanti di ritrouarfi, nè di opporfià due luoghi5 ondeprefto circuiti dallo Galee penetrateti, rimaièro imieftiti, e prefi 5 e la militia sbarco all at- Titatolo di tacco delle mura, conforme al concerto. Dura, e trauaglioià piùdel»«oHoyf» creduto trououuifi PImpreià. Poterono gli audaci iàlifad alto le fcale, 2 fprezzando i colpi, e le morti : ma i Cipriotti dalla, parte di terra, nonu ni Vafcelli, così bene, anzi pigra, e debolmente le muraglie attaccando, occafio- J narono con la loro notabil mancanza, che i Genouefì non di licititi, nè mititie sbar obligati in più luoghi à difenderfi, tutti concorfero à combattere nell’ c^r'KM^ vnica parte aifalita del Porto. Troppo il numero di coloro eccefliuo, de' ciprioti non fi potè più refiitere. Fù forza di ceder per non rettami del tu tto 5 ddftl*rf*rte ritiraronfi gli affai i tori dalle mura ; viciron dal Porto, e perderon la> fortuna in quel giorno di vn iègnalato trofeo. Tolfe il mal efito qualunque iperanza di miglior ventura 5 troppo mancato da quei di Cipro al ilio Rè, alia Patria, e à fc fteflì, per lufingarièli cangiati d’animo in altre occàfìoni. Preiè perciò il Gradenigo congedo* Ibifógni feruenti della Republica non permetteuanlo maggiormente lontano. Infciente ilGouerno, iihauea da iè medefimo pur troppo prefàlicenza diau-uenturarfi in gran fatto. Partì, volteggiò alcun giorno ne’ mari Soria- Per ciò rc, ni * depredò alcuni legni viandanti nemici j e ipeeialmente vn gwffofpi>ite. Nauilio, nominato la Spina Regia,con capitali mercantili di ricco vai-fènte, Calato in Golfo poi, trouò vicino à Zara il Pifani, che, già riue- Galee Venuto di Candiacon tutta l’Armata, hauea preio Cattato, di ragione del n^Yec'ndom ièmpre congiurato nemico,Rè d’V ngheria.T entò quel luogo con gran mirati vu bontà il Generale, prima, che con la forza, di volontà 4 Ma rèni te rito alla gratia, il coflrinfe, con grand’aflalto, e la Rocca impatti itafì, pur’ mici. anco gli fi arrefe. Ora giunta la {quadra di Cipro, ed ingvoiTatafi con, cifa l’Armata fino à venti fei Galee, feppe il Pifani da più relationi, che cattaro. la nemica, comporta di ventidue, e da Luciano Doria diretta, s’era già lanciata in Golfo, e traicorreualo con grand’incendi]. Non riputò per Golfo. bene l’attenderla in giù : iè le volfe incontro più lungi di quà, che potè, vì[a)lit? e trouatala nel Golfo di Taranto, quiui fi diftefe vicino àdue Pro-w Combat-montori), che il formano, procurando di trarla in battaglia. Non fù Ta • il Doria di quefta opinione. Fattofi atlanti, fi tenne alla parte del Pro-rau °' molitorio più lontano, e à voga battuta trahendofi per colà fuori, entrò in mare, ed euitonne il cimento. Seguitollo il Pifani, nè mailaicia- £[ellafugm tolo,gli s era già condotto cotanto vicino, che più non potea, fè non., ge tincotr9 diffìcilmente, fottrariène. Allhorafinfè colui cort militarrtratagema, di voler’ancheflòcombattere. Sifermo» fìdifpoiè in buon’apparecchio , e i noftri à tal vifta incontinente impugnarono Panni 5 nè lo fecero