71(5 DE’ FATTI VENETI. con le mani tener femore afferrato chi vuol fuggire .Se Adorni modo fi dolejfe quella di quejta República, perche idi lei nemici ac coglie fise, douer farfiene quel cafo, che ella fe del publico ag-traino, quando poco dianzi non guardò di colìegar fi co’l Rè Carlo diFrancia. E fé in jine ad abbracciarfila propofittone di P i-fa, poteffeopporfi il lungo giro del mare a folearfi, o della terra à paffeggiarfi prima, che giunger a difenderla, noneffere fiata mai alle Venete ìmprefe di Remora la lontananza, fie quella della Thracta, dell'Egitto, e di altre remoti fisime parti,nulla i viaggi, e i voli tardo de' glorio fifs imi progenitori. Diicuteuafi qucil ardili materia nelConiigliode'Dieci, e Giunta, introdotto in que'tempi per più riilretto numero à maggior iègretezza in cafi appunto impor-Kd confi tanti com'era quello 5 e parea quaii dagli aipetti, e dalle voci ibmmef c¡‘e Giunta. ^ * c^e s*inchinafie più toilo ad accoglier, che à sbracciar le preghiere, del Popolo Piiàno j Ma vifù Marco Bolani, Senator di gran vaglia, e veilito della porpora di Coniìgliero, che fi oppofe al decreto, e fe ne fè itrada, difeorrendo foura i punti, che fi toccan per tedio minore in. fuccinto , Lunghi li pajfati trauagli, grauifsimi li prefenti di guerra ; mofjegià l'armi co’l Potentato di Francia, non effer tempo Altro di dt andarne comperando degli altri a coito d oro, e di fiangue per ¡¡¡¡¡fa ^l’altruibifogno. L’animo fempre auerfo, e infedele di Lodouico trario.c°n Sforza, Duca di Adii ano ; Il Pontefice ne’ fuoi variabili affettiy e ne fuoi fini vafii, e profondi, non mai ficuro, troppo rendere inopportuna la congiuntura. Douer dubitar fi, fiub ito porto l'aiuto a’ Pifani, vna congiura di tutta t Italia¡ non di ¡sonante l’efempio dall’altra, che auuenne attempo de II a guerra di Ferra-r a contro ad Ercole d’E fi c $ in cui fe PapaSifìod’allhora fuprimo apromuonef, (f obligar il Senato a quellarmi $ e dopo mofis e, fàpur’ilprimoà fiufcitar contra la P atri a la flefsa congiur a, douer fi creder,eh e Ale fis andrò, del gemo già noto,non farebbe il fecondo. Necefisario rifletterfi à gtinterefiside’ Prencipi, per ben giudicar degii affetti ; Ponderar fi tutta l’Italia in vn fòlo vnito> fempre, che fi tratti di maggiormente aggrandir la República. Oltre alle difpofittoni de ^li animi, conuemrfivn gran riguardo alla dijlanza de’luoghii Gran lontananza daPifa$ difiàftrojo camino per mar’, e per terra. Sempre obligatoui v n'arco te fio di filati continui fioccorfij perpetua inquietudine ¡pericoli immenfi, non efser per modo alcuno il partito applaufibilet, ripugnar’all# fincerttà Veneti ana, non contaminai afi per int erefise mai più 5 do-uerfi in fomma in ogni modo ab borrire ciò, che invece dvn firmo Dominio, non apportarebbe di ficuro, fie non armi, trauagh > e Pe~ ricoli. Quefti,&altri aggiunti impuln in ricca materia periamo grauità, vinièro il parere di tutti gli altri, e feron prendere Teiclufione per