574 DE FATTI VENETI. andò (òtto c fiancheggiato da Girolamo Nouello, fìicceduto al Ma-latefta nel comando delle militieterreflri,l’occupò, e lo reiefortifica-s'ìmpadro- to à baflanza. Si moueron quafì fùbitodue mila Turchi per racqui-nifcc di Li- ftarlo; ma non fé ruito l’attentato loro , che à effonderai (àngue, la-s° {¿iouui i| Canale alla guardia Giacomo Veniero con ièi Galee, e ripagato à Negropontedinuouo col corpo reilante, lo accrebbe colà fino al numero di trentafette, & hauea di più dicianoue filile. Tragittolfi à Lenno con queft e forze, e pailato ad Imbrodi là, con-figliolTi quiui di aggredire la Città di Enno,e riufcigli facile. Vi appoggiò inaipettato le icale,• montò le muraglie ; vi entrarono i Soldati,non molto contefì ipalancaronfi à gli altri le Porte, ed empiiitofi il ratto in Trmic eh. vn momento di ferro, e di fuoco, vi fi vccife la gente ; vi s’incendiaro-n'o. * no i luoghi, e con eccedi, in vero enormi, fi trapalarono i limiti della-pietà Venetiana. Ritornato poicia con due mila prigioni, e con preda grande à Negroponte, nè pur’ancora quietofli. Preie Foglia nuo-ua, e tentò più volte le Foglie vecchie, fèmpre però ributtatoui. Datoti quello principio all’Imprefe nel Verno, e di vna in vna penetrate all’orecchie in Coflantinopoli di Meemet, riputò colui troppo vilipefo il fuo gran Scettro, non fcotendolo con egual braccio. Sollecitò i la-uori, e gli appreflamenti di vn’Armata marittima vaila 5 e quando ap-Turctvfci. punto il Canale batteua le Foglie Vecchie, allo puntar di quelle di Primauera, (puntò ella in mare. Volatane al Canale la fama, fi tolfe in 1469 fretta dall’attentato, e di nuouo à Negroponte reflituitofi, colà rac-colfè, ed aggiunfe alle fue, da più luoghi fparfe, tutte l’altre Galee,-¡"altre fci ve ne fòuragiunfèroda Venetia, e compofè l’Armata in tu t-ti. todicinquantacinque, oltre le fufle, e Vafcelli. Confifleuala Turca 1 de nemici ^ cento Galee, e ducento Naui, ratta fornita darmi, e di militie agguerrite , e s’erahoramai auanzata d’intorno al Tenedo, ói andaua dire»«?/* ^Poncn^°^ a gran tentatiui. Eran’eifi, ancor'occulti à quei medefimi, che doucano eflequirli. Ne hauea confègnato Meemet à vn Turco dinomeMacmut, fatto fùo Generale, e promoffo al Vifirato in vit. tempo, fotto figillo il comando, per non aprirlo, & obbedirlo, io non al tempo, e nel luogo prefcritto; & egli (leffo s’era, pocoda-urrT?oZ Poi ^accata 1 Armata, pur partito per terra con grande eiercito,e vafto tftr- toltane la marcia per la Beotia. Si leuò il Canale à quelli auuifi da. cito. Negroponte 3 trasferiti ad Imbro con tutti i fiioi legni, e làbramoiò d’intender meglio di quei del nemico, commiiè à Lorenzò Loredano, che doueife con dieci forbite Galee veriò il Tenedo battere i remi. Cautelato fù lordine, ch’ei gli diede. Fù chele vedealo non forte à più che di fòle ièifanta in circa, lo prouocaiTe à battaglia, eh egli tanto-.. (lo vi fi farebbe fpinto con tutto lo sforzo ; e fe l’olferuafle più forte, telato‘dei c qual dipingeuanlo le voci, retroccedelfe iàluo in mare fenza di più. cenerai ca U Loredano così efèquì. Siauanzòper pocQj mandò Francefco Que-